un sogno di polvere e acqua, la storia della Moka raccontata da Celestina Bialetti

Certo, a leggerlo qui, davanti al Lago d’Orta dove tutto è cominciato questo libro che racconta la storia della famiglia che ha inventato la Moka, proprio in fondo al placido lago che ho di fronte, questo Un sogno di polvere e acqua scritto da Celestina Bialetti con Alessandro Bargaglia, edito da Mondadori, ha un fascino tutto particolare. Ma vi assicuro che è un gran bel libro, una saga famigliare che, in qualche modo, tocca tutti noi attraverso un oggetto che, inventato qui fra le colline, è arrivato fino al Museo d’Arte Moderna di New York e in milioni di case in tutto il mondo: la caffettiera. Perché questo magico attrezzo che ha creato dal nulla la possibilità di godersi, in casa propria, un caffè come al bar, è nato proprio a  Crusinallo, vicino alla più famosa Omegna: una zona dove si producono pentole e oggetti di design, posate, rubinetti, tutte lavorazioni dei metalli che hanno bisogno dell’acqua ferma del lago (e che, per la cronaca, lo avevano anche inquinato nel corso degli scorsi decenni, oggi risanato).

La caffettiera nasce dalla intuizione di un giovane uomo, Alfonso Bialetti, un artigiano che, dopo un apprendistato in Francia, porta anche in Italia una tecnica particolare di lavorazione: ma che vuole anche inventare, creare qualcosa di nuovo. E trova la sua ispirazione nello spiare la moglie mentre fa il bucato, con una pentola sul fuoco, l’acqua che ribolle salendo dai fori di un doppio contenitore con la cenere e, come una rudimentale lavatrice, sbianca i panni. L’idea della caffettiera gli arriva così, ma è la sua abilità di artigiano a permettergli di realizzarla: anche se rimane un oggetto per pochi fino a che il figlio, tornato miracolosamente dal campo di concentramento tedesco, intuisce il potenziale di quella piccola invenzione e trasforma la officina del padre artigiano in una fabbrica modernissima che impiega migliaia di operai.

Lui, Renato Bialetti, in qualche modo tutti noi baby boomers lo conosciamo bene: è l’omino coi baffi che nei primi Caroselli recitava lo slogan “Sembra facile fare un buon caffè…”. Sfido chiunque nato negli anni cinquanta a non mettersi a cantare il motivetto finale: “prodotto Bialetti”. Ed è stato così, grazie alla invenzione di Alfonso e alla intuizione di Renato, che la caffettiera è diventata una parola prima e un oggetto dopo, con l’immaginifico nome di Moka. La storia della famiglia Bialetti, che è quindi un po’ anche la nostra storia, è raccontata in questo libro con grande passione da Celestina, figlia di Alfonso e sorella di Renato: che in questo “Un sogno di polvere e acqua” costruisce attorno alla invenzione del nonno un vero e proprio romanzo popolare, una storia d’amore, un giallo intrigante, ripercorrendo un pezzo di storia italiana. Non so che altro dirvi, tranne che la prosa del libro, scritto con Alessandro Barbaglia, è davvero meravigliosa: scorre da un anno all’altro, con interessanti flash back, dal lontano 1903 a oggi.

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Se volete rivedere uno dei divertenti caroselli andate qui: 

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a cura di ELENA MORA