che ne dite della seconda serie sugli 883?

Mi aveva molto divertita la prima serie di Sky sugli 883, intitolata Nord Sud Ovest Est: sia perché parlava di anni in cui ero decisamente più giovane, sia perché fra i protagonisti c’erano persone che ho incontrato e conosciuto.

E’ stata quasi una passeggiata in quegli anni, con quelle canzoni che noi baby boomers, anche a causa dei nostri figli, canticchiamo non appena ne sentiamo le prime note. In più, la storia di due ragazzi qualsiasi di Pavia che arrivano a diventare primi in classifica con i loro dischi e le loro storie quotidiane è decisamente affascinante. Sono invece rimasta molto delusa dalla seconda serie, come spesso accade: ritroviamo Mauro e Max travolti e sconvolti da una estate di successo, ma subito veniamo distratti dalla vicenda parallela dei Righeira, altrettanto interessante ma, in ogni caso, non quella che mi aspettavo di vedere. Divertente invece scoprire chi c’è dietro alla canzone Sei un mito, cosa che mi ha sempre incuriosito:  la bellissima modella Michela Rossini, impersonata qui da Gaia Zampighi. Mito, appunto, irraggiungibile per Max, mentre lei ormai fugata a lui come uno più famoso e di maggior successo.  Qualche puntata è un po’ trascinata su un episodio (vedi quella della mancata festa di capodanno) per evidenziare la immaturità di due ragazzi finiti in un successo più grande di loro e in un mondo che, improvvisamente, da minuscolo di è fatto quasi globale con le prime televisioni commerciali. Bravi i due interpreti principali, Elia Nuzzolo/Max e  Matteo Oscar Giuggiolo/Mauro: bloccato dalla timidezza il primo, più coraggioso e lanciato nel futuro il secondo; curioso che, poi, le loro strade si sono divise e mentre Max è riuscito ad attraversare decenni con un successo quasi immutato e un rilancio recente, di Mauro si siano perse un po’ le tracce (e si sia persa anche un po’ il loro rapporto).

Infine, Roberto Zinietti riprende il ruolo di un Cecchetto ridotto decisamente a caricatura: mentre gli va riconosciuta la capacità straordinaria di individuare talenti come gli 883m appunto, ma anche Fiorello, Jovanotti, Amadeus, Gerry Scotti. Un talento in se stesso che per certo doveva essere più strutturato e meno bizzarre di come viene rappresentato in questa serie. Che dire? La prima i era piaciuta decisamente di più, meno allungata, più focalizzata sui due cantanti: aspetto le ultime puntate per decidere che voto dare. In ogni caso, se vi siete persi la prima e se avevate vent’anni negli anni settanta e ne avete settanta negli anni venti, beh, non perdetela! Altri consigli di tv qui:

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a cura di ELENA MORA