Il film su Michael Jakson (e quella volta che lo ho incontrato)

Si può vedere su Prime video Michael, questo bel film biografico che racconta la vita e soprattutto la carriera musicale di Michel Jackson. Il risultato è un più che piacevole quasi  musical che parte dalla miserabile infanzia della star mondiale al successo planetario con Thriller. Da grande appassionata di biografie non me lo sono lasciato scappare, ovviamente, anche perché mi è davvero capitato di incrociare una delle più famose star del mondo ai Telegatti del 1997, quando lavoravo per quello che allora era il settimanale in assoluto più venduto in Italia, Sorrisi e Canzoni tv.

Pelle quasi candida, naso affilatissimo, è stata davvero una sorpresa vedere Michael Jackson muoversi sul palco e dietro le quinte: mentre da sempre veniva descritto come paranoico, terrorizzato dai microbi e da possibili contagi, in quell’occasione, accanto a Pavarotti, ha abbracciato e baciato le altre donne sul palco (Natalia Estrada e – ve la ricordate?-  Virginia Ciuffini!); stretto la mano a un giovanissimo Claudio Baglioni e a un sempre identico a se stesso Fabio Fazio. La star era stata chiamata per consegnare il premio per la trasmissione Anima mia. Lui era una stella conclamata, ma i Telegatti, all’epoca, erano il vero e proprio Oscar della tv che richiamava protagonisti del piccolo schermo da tutto il mondo. In quell’occasione l’artista aveva annunciato che stava raccogliendo adesioni fra cantanti di ogni genere e nazionalità per creare una canzone i cui proventi potessero andare ai bambini bisognosi: si trattava di We are the world che vide la luce ben sei anni dopo, nel 1985, per diventare una hit globale e un evergreen. Il che insegna che anche se sei una popstar mondiale i progetti richiedono tempo. Specie quelli bellissimi e impegnativi.

Ma torniamo al film: incontriamo Michael piccolino, mentre il padre lo sottopone a estenuanti prove insieme con i fratelli, i Jackson 5. Lo vediamo sganciarsi mano a mano dalla opprimente protezione paterna, lanciarsi come solista, affrontare un drammatico incidente, creare Thriller, in assoluto ancora oggi l’album più venduto di tutti i tempi. Il tutto molto agiografico, ovvero celebrativo, essendo stato prodotto con il pieno consenso e il finanziamento della famiglia. I

l protagonista è un nipote, Jaafar Jackson, figlio del fratello Jermaine, quindi il film è molto rispettoso; e persino il finale realizzato dal regista, che citava gli abusi sui minori di cui era stato accusato, è stato cambiato per volontà della famiglia Jackson che ha coperto le spese (ingenti: 15 milioni di dollari su un budget di 155) per le riprese del film modificate, anche a causa di un cavillo legale. Altri consigli di film biografici qui:

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a cura di ELENA MORA