Ci tenevo a vedere questo film L’estranea perché è la pellicola italiana che è stata presentata come candidata agli Oscar. Temevo il lato horror della pellicola, genere che io non amo per niente – e mi incuriosiva la comunicazione affidata a una foto che presenta il ritratto di una famiglia assolutamente felice. Il mio giudizio? E’ un esperimento in parte riuscito, in parte no (ma dovete sempre tenere presenta che non amo l’horror). E’ un film sulle famiglie disgregate, sul rapporto madre/figli, sull’inconscio o sul vendere l’anima al diavolo, ma questo lo dovrete giudicare voi…
LA TRAMA. Siamo a Bari, negli anni 70. Anna (una brava Jasmine Trinca in due versioni, giovane/vecchia) è la moglie felice di un ricchissimo imprenditore di successo. Frustrata nel suo desiderio di diventare attrice, riversa la sua ambizione sulla figlia, la bellissima Alice. All’inizio del film la troviamo però a Roma, decisa a rivelare alla figlia una terribile realtà, una sorta di patto con il diavolo da quanto nella sua vita è entrata una donna molto misteriosa, una bravissima Valeria Bruni Tedeschi. Per salvare la gamba della bambina, assalita in maniera devastante da un cane, Anna accetta un drammatico scambio: ma questo la porta in una spirale di ricatti che finiscono per sconvolgere la sua vita e quella della intera famiglia. Finale drammatico che, ovviamente, non si può rivelare, mentre la lettura del film è molto personale; anche se concordo con alcuni critici sul fatto che si tratti dei un tentativo non perfettamente riuscito di giocare con i generi, dal thriller psicologico all’horror.
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