REAGAN UN FILM INTERESSANTE (ANCHE SE NON BELLISSIMO)

Reagan è un film biografico (quello che gli esperti chiamano biopic) che ripercorre la vita del 40esimo presidente degli Stati Uniti; la chiave, interessante ma secondo me non riuscitissima, è il punto di vista: quello di un agente del KGB incaricato di tenere d’occhio questo attore, impegnato nel sindacato, diventato poi un uomo politico e un avversario determinato della Unione Sovietica. Il film inizia con la scena dell’attentato subito da Reagan il 30 marzo 1981 a Washington per poi riprendere dalla sua infanzia di orfano di padre, dalle sue esperienze come bagnino, poi dal suo lavoro in radio fino alla sua carriera di attore non proprio di grande successo e al suo impegno come sindacalista, infine alla carriera politica.

Accanto a lui, dopo un primo divorzio da una attrice di maggior successo, Jane Wyman, c’è per tutta la vita in una sorta di legame simbiotico Nancy Davis, anche lei attrice e per tutta la sua vita moglie devota e amatissima consigliera. Mi ricordo di aver letto una sua davvero interessante  autobiografia, “An american life”, in cui Reagan iniziava proprio dicendo “Se non mi avessero rifiutato il posto di commesso nel negozio di scarpe della mia cittadina probabilmente non sarei diventato presidente degli Stati Uniti”. Peccato non sia più in commercio (ma si trova nelle biblioteche) perchè era davvero ben scritto. Il film, che dura più di due ore, è decisamente agiografico, poiché lo descrive come un vero e proprio eroe, attribuisce a lui la caduta del muro di Berlino a causa di un suo importante discorso; divertente quando, a seguito della morte successiva di diversi Premier dell’URSS, Leonid Brezhnev morto nel 1982, Yuri Andropov morto nel 1984, e Konstantin Chernenko morto nel 1985, Reagan si chiede come può fare a incontrarli, visto che se ne vanno uno dopo l’altro. La elezione di Mikhail Gorbachev nel marzo 1985, permette infine a Ronald di incontrare il suo omologo russo e iniziare un rapporto che fu anche di amicizia, per quanto possibile, fra due leader di due grandi potenze in piena guerra fredda. Il morbo di Alzheimer ha devastato gli ultimi dieci anni della sua vita, sempre accudito da Nancy; decide di rendere pubblica la malattia nel 1994, tre anni dopo la prima diagnosi, con una lettera ai cittadini americani; pare che i primi sintomi fossero già evidenti ancora mentre era in carica. Due le sue battute fulminanti ormai consegnate alla storia: una, alla domanda se il suo mestiere di attore gli fosse stato utile come presidente, rispose “in ogni singolo minuto: non avrei mai potuto fare il presidente se no!”. L’altra, come risposta alla provocazione se si sentisse in difficoltà essendo così più anziano del suo rivale politico rispose ““Non intendo sfruttare a fini politici la giovane età e l’inesperienza del mio avversario” vincendo le elezioni con una sola battuta contro Mondale, di 17 anni più giovane, nel 1984.

Bravissimo il protagonista del film Dennis Quaid, reso estremamente simile a Reagan dal trucco ma anche dalla riuscitissima mimica; un altro grande attore, John Voight, è Victor Petrovic, nel ruolo dell’agente russo che era stato incaricato di spiare Ronald e si era reso conto della sua pericolosità e potenza comunicativa, voce narrante del film.

Reagan – un presidente sotto i riflettori  

su Netflix durata 2 ore e 20 minuti

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a cura di ELENA MORA