Il mago del cremlino, un film imprescindibile

Mi è piaciuto il film Il mago del Cremlino? Ni. Mi ha convinto? No. Ve lo consiglio? Sì. Ok, sembrano delle dichiarazioni contraddittorie,ma non lo sono del tutto: questo Il mago del Cremlino, che viene inserito nella categoria del film biografici non lo è del tutto.

Si tratta di un film di riflessione politica sulla Russia e  sugli equilibri internazionali degli ultimi 30/40 anni, su potere e denaro: un film non facile, a tratti confuso, molto parlato, ma decisamente interessante. Tutto ruota attorno alla figura di Vadim Baranov, giovane intellettuale, regista teatrale, prima, produttore televisivo poi, infine primo consigliere di Putin. Sarebbe lui, ricalcato sul vero consigliere dello zar, Vladislav Surkov, a convincerePutin, oscuro (va da sé) agente segreto a entrate in politica; lui a creare un mito, forte della sua esperienza di spettacolo; lui a manipolare la realtà inventando lo slogan “democrazia sovrana”, sintesi di tutte le contraddizioni di un potere assoluto e, come racconta un capitolo del film, verticale. Interessante che questa pellicola, molto parlata, con dialoghi decisamente brillanti, sia intervallati da cartelli che introducono il tema, quasi come i dialoghi dei film muti. Grandioso un Jude Law che riprende fattezze tic del presidente russo; un po’ fissa la recitazione di Paul Dano, lo spin doctor, il potente burattinaio di un gioco di marionette in cui nessuno è davvero importante e chiunque può cadere da un momento all’altro, spedito in Siberia, ucciso o spinto al suicidio anche se si crede protetto da una montagna di denaro. Perché, come spiega il film, se in Occidente è il denaro, la ricchezza, la misura di tutte le cose, in Russia lo è il potere. Tratto dal romanzo di Giuliano da Empoli, sceneggiato da Emanuele Carrere e Olivier Assayas, che firma anche la regia, è comunque un film da vedere per capire di più sulla Russia di oggi, sulla figura di Putin e del suo cerchio magico; e di come, malgrado la dichiarazione su denaro e potere, alla fine potere e denaro insieme siano il vero obiettivo. A tratti un po’ confuso, decisamente interessante, il film si chiude con un colpo di scena inatteso, un punto messo dal regista a un racconto che mescola sapientemente realtà e fiction, mostrando il dietro le quinte del potere, le logiche di manipolazione, le origini di Putin. Altri consigli di film qui:

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a cura di ELENA MORA