La valle dell’Eden: Caino e Abele in California, dal classico di Steinbeck, su Netflix

Non sempre la rilettura televisiva di un classico funziona: ma quando funziona, spacca; ve li ricordate i grandi sceneggiati, ovvero, appunto romanzi sceneggiati dei primi anni della tv italiana? Questo La valle dell’Eden in onda in sette puntate su Netflix ripropone in chiave grandiosa e moderna alcuni dei temi fondamentali del romanzo di Steinbeck: il rapporto fra fratelli, la scelta fra bene e male, il confine sottile fra verità e finzione. Il tutto in una scenografia molto curata fra panorami spettacolari (che dovrebbero essere quelli della California, ma sono in realtà quelli dell’Australia, dove la serie è stata girata), e con interpreti decisamente convincenti.

LA TRAMA: Nella vita di due fratelli, vittime degli abusi di un padre, entra una giovanissima affascinante donna, Cathy. Si trascina alla porta della loro fattoria dopo essere stata picchiata quasi a morte da un uomo che aveva profondamente ingannato. Adam, il fratello sognatore, costretto dal padre alla carriera militare che odiava, ne è immediatamente attratto; mentre Charles, obbligato malgrado ogni suo talento a occuparsi della fattoria, la teme. Contro ogni consiglio fraterno Adam sposa Cathy e va a vivere con lei, incinta, in una valle della California che è la valle dell’Eden del titolo. Ma niente qui è pacifico e paradisiaco: perché dopo la nascita dei due gemelli Cathy fugge via, tornando alla vita che aveva lasciato prima del pestaggio. La serie poi segue il destino parallelo dei due gemelli… ma è difficile oltre che profondamente sbagliato raccontare di più perché se non si conosce (o non ci si ricorda) la trama del romanzo la fiction coinvolge in una suspence che davvero passa da un colpo di scena all’altro.

IL CAST: bravissima Florence Pugh nel rendere la “cattiva” Cathy come un personaggio che, malgrado tutto, risulta quasi simpatica; Christopher Abbott è l’Abele Adam, Micke Faist Adams, il fratello Caino. Ls sceneggiatrice è Zoe Kasan, nipote di quel grande regista Elia Kasan, che aveva diretto nel 1955 la versione film del romanzo con un allora sconosciuto James Dean.

TRE MOTIVI PER VEDERLO:

Perché è una grande storia, che tratta temi importantissimi.

perché tutti gli attori sono veramente bravi: oltre ai protagonisti spiccano Hoon Lee, il servo cinese, e Ciaran Hinds, il vicino della valle.

perchè fa riflettere sulla natura umana, sul destino e sul libero arbitrio, sul rapporto genitori figli… ma senza opprimere, anzi, intrattenendo.
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a cura di ELENA MORA