norimberga, cupo e intimistico remake di un capolavoro

Non è certo un brutto film questo Norimberga con Russel Crowe e Rami Malek: bravi tutti e due, anche se è difficile togliersi dalla mente i loro ruoli più importanti, il gladiatore e Freddie Mercury. Ma quando, a poco a poco, si riesce a entrare nella storia, il film diventa davvero avvincente. La relazione fra lo psicologo inviato dall’esercito americano a Norimberga per sostenere i prigionieri di guerra e, sostanzialmente, evitare i suicidi in attesa del processo, e Hermann Goering è davvero affascinante; un rapporto che si fa sempre più intenso ed ambiguo nello scorrere delle due ore e mezzo di film.

Ed è questa relazione, più che il processo vero e proprio , ad essere al centro della riedizione della mitica serie Norimberga con Alec Baldwin. “Io sono il libro, e tu sarai una piccola nato a margine” dice Goering allo psichiatra quando capisce che il medico ha intenzione di scrivere un libro su quanto ha capito sui nazisti: la storia dimostrerà che aveva molto più che ragione perché il libro che Douglas Kelley in effetti scrisse alla fine del processo non ebbe alcun successo; Kelley finì per suicidarsi proprio con lo stesso veleno di Goering, il cianuro. Un effetto specchio che dimostra quanta influenza quel rapporto avesse avuto e quanti danni, evidentemente, la esposizione al male, una specie di male assoluto. Riguardando la vera storia del processo ho scoperto che davvero Goering era stato messo a dieta e aveva perso 28 chili, anche per permettergli di sedersi al banco degli imputati; aveva potuto ricevere una visita della amatissima moglie in carcere; mentre durante la proiezione dei filmati sui lager, in cui per la prima volta veniva mostrato l’orrore dei campi, molte persone fra il pubblico si erano addirittura sentite male o erano svenute.

Smisurato fisicamente, il Goering di Crowe risulta anche smisurato nel suo narcisismo, nella sua fede hitleriana, quella che, alla fine, lo tradisce e lo fa condannare a morte. In un gioco di magia riesce a evitare la forca e la pubblica umiliazione che mostra, invece, come gli altri gerarchi nazisti davanti alla morte fossero disperatamente fragili, umani, esseri fatti di carne, ossa e paura proprio come noi. Il film è interessante, forse un filino troppo lungo, ma da vedere: per poi tornare a vedere la serie tv storica per un raffronto di cui vi dirò il risultato… Altri consigli di film fra cinema e tv qui:

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a cura di ELENA MORA