Che storia meravigliosa quella di “Mia nonna e il conte”!

Su consiglio della mia amica Emanuela (grazie!) ho comprato questo piccolo ma meraviglioso libro, che vi consiglio di gustare parola per parola: Mia nonna e il conte di Emanuele Trevi (Solferino). Mi ha fatto bella compagnia in un pomeriggio al lago, con il primo sole di primavera che si rifletteva, vanitoso, nell’acqua in mille scintille scomposte dal vento.

Come potete ben immaginare, ero già stata attratta solo dal titolo: una nonna in copertina mi interessa sempre! Ma questa storia, credo vera e poi un po’ romanzata, è davvero un piccolo gioiello. Per come è scritta, per le riflessioni e i rimandi che riporta, perché è un sollievo, con la sua delicata lentezza, all’affastellarsi di notizie e al bombardamenti di parole a cui siamo sottoposti ogni giorno, ogni momento. La storia è una quasi non-storia: quella di una amicizia, sul finire del giorno, fra una anziana signora – che curiosamente si chiamava Giuseppina proprio come la mia, di nonna –  e un vicino di casa, accidentalmente nobile. Un incontro, il riconoscersi nel rispetto, il godere della reciproca compagnia; e se il conte è uno storico appassionato della casata dei Borboni, la nostra nonna Giuseppina non disdegna la infinita storia di Brooke e Ridge di Beautiful e si fa convinta che lui si stia occupando di storia dei barboni, ma la cosa non la preoccupa più di quanto non la interessi. Tutto ciò però non impedisce che i due riescano a trascorrere insieme del tempo regalato, un presente a occupare il presente tanto più prezioso quando il futuro si fa piccolo e stretto come un abito vecchio. Emanuele Trevi si rivede bambino accanto ai due anziani che si fanno dolce compagnia: e solo da adulto capisce la profondità di un rapporto solo apparentemente così superficiale. Ma l’amicizia ha tante sfumature, e fortunatamente è anche fatta di consigli di libri… così, grazie Emanuela per il suggerimento e grazie a Emanuele (Trevi) per il delizioso racconto/ricordo.

Come comincia:

“Come certe ragazzine così timide e ritrose da sembrare anonime, che svelano il loro fascino al momento giusto, nel giro d un’estate, a sedici o diciotto anni, iniziando a raggiare alla maniera di astri appena scoperti nella carta del cielo, mi non diventò bellissima dopo gli ottanta.”

Emanuele Trevi

Mia nonna e il conte

Solferino editore

 

 

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a cura di ELENA MORA