Alla ricerca della nonna scomparsa: una testa piene di ricci

Come potevo non segnalare un libro divertente, interessante,intelligente come questo Una testa piena di ricci di Raffaella Case, edito da Corbaccio?

Già, perché la storia, ben raccontata e affascinante, è quella di una ragazzina dal nome che è quasi una maledizione – Zhenga, come il calciatore ma con una acca in più – e una testa di capelli indomabili ce si è addirittura meritata un soprannome, Bao, che partono alla ricerca della nonna attraversando l’Italia da Nord a Sud a caccia delle radici della famiglia del padre ruandese. Perché quando la professoressa chiede agli alunni di disegnare l’albero genealogico della famiglia l’adorabile nonno Arturo (personaggio meraviglioso del libro) è una vera e propria miniera di notizie sulla parte materna mentre il padre Salomon non ne scuce una su quella paterna. Un trauma infantile, la fuga dal Ruanda in piena guerra civile, un passato con cui chiudere i conti per sempre: tante le motivazioni che però Zhenga non capisce né condivide: cos’ a soli 12 anni “Tecnicamente dodici anni, undici mesi e quindici giorni, vi direbbe lei, che è una precisina” parte alla ricerca della mamma del padre, nella speranza di avere da lei tutte le risposte. Non posso spoilerare il finale del libro, fra spaventi e preoccupazioni, curiosi incontri e incursioni in popolari trasmissioni tv.: ma vi posso garantire che il viaggio della ragazzina è una vera e propria avventura che racconta parecchio della Italia, della integrazione, dei pregiudizi, ma anche dell’amore in tutte le sue sfumature. Perché si sa che l’amore dei nonni è davvero speciale…

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