Nella foto sono immortalate ben tre generazioni della mia famiglia nei primi anni trenta: la bambina in braccio alla mia bisnonna è mia madre, Lorenza, attorno ai tre anni; sul fondo alcuni dei fratelli di mio nonno, famiglia che contava ben 12 figli, dieci maschi e due femmine. Una grande famiglia in cui si incrociavano, comunque, poche generazioni. Malattie e guerre aggiungevano vittime a una sopravvivenza media di 50 anni. Oggi, invece, con una aspettativa di vita media che super gli 83 anni, assistiamo a una prima assoluta con il convivere nello stesso momento di ben otto generazioni diverse. Realtà che ho scoperto nel bellissimo saggio di Isabella Pierantoni intitolato Il secolo delle generazioni, edito da Il mulino. Ma intanto vediamole, queste generazioni, e scopriamo insieme a quale apparteniamo:
FOUNDER 1924
MATURE/silenziosa 1925-1945
BOOMERS 1946-1964
GENERAZIONE X 1965-1979
MILLENNIAL 1980-1994
GENERAZIONE Z 1995-2009
GENERAZIONE ALFA 2010-2024
GENERAZIONE BETA 2025-2039
Vi dico subito che io, nata nel 1954, sono perfettamente al centro fra i baby boomers mentre mia figlia, del 1987, è una millennial al 100/100. Ma che cosa contraddistingue e lega le generazioni tanto da dividere le une dalle altre? Gli studiosi le catalogano innanzitutto in quattro grandi generi: coloro che nascono in una epoca di crisi e vivono poi nella maturità un periodo di rinascita, chiamati Eroi; gli Artisti, nati invece durante una epoca di rinascita; i Profeti che, nati in una epoca di rinascita, vivono invece in un periodo di crisi; i Nomadi nati in una epoca di risveglio e cresciuti in epoca di rinascita. Ma vediamo in dettaglio, dizione per dizione, le generazioni che si sono avvicendate nell’ultimo secolo e che ancora convivono:
I fondatori (1924): sono i sopravvissuti fra i nati negli anni venti, quando l’Italia aveva 34 milioni di abitanti e milioni di emigranti; un milione di uomini di quella generazione ha trovato la morte in guerra. Ne facevano parte i miei nonni, lui emigrato e lei che ha dovuto patire due guerre mondiali nella sua vita ed era rimasta orfana a causa della terribile epidemia di spagnola. Sacrificio e spirito di sopravvivenza erano le loro caratteristiche.
Matures, La generazione silenziosa (1925-1945): sono bambini in economia di guerra, padri emigranti o morti al fronte; vedono nascere radio e televisione, sono caratterizzati dalla tendenza all’ordine, al risparmio e al rispetto delle istituzioni. Praticamente il ritratto di mia mamma, nata nel 1928. Anche le donne potevano per la prima volta scegliere e costruirsi un futuro diverso da quello dei genitori, cercando oltre alla sopravvivenza pura e semplice anche un lavoro che garantisse dignità personale.
Baby boomers (1946-1964): eccoci qua. Siamo i figli della esplosione demografica dopo la seconda guerra mondiale. Figli della speranza, in pieno boom economico: siamo andati in vacanza nelle colonie estive, abbiamo smesso di dare del voi ai nostri genitori, abbiamo vissuto il 68, visto le droghe, adottato una dedizione al lavoro che a volte ci fa entrare in conflitto con le generazioni nuove che affrontano la vita professionale in maniera decisamente più duttile.
Generazione X (1965-1979): hanno vissuto la crisi energetica e le domeniche a piedi nei primi anni settanta; l’emergenza eroina e Aids; se i genitori baby boomers hanno ricostruito, questi vedono invece anche macerie, l chiusura delle fabbriche, l’incertezza economica. La legge sul divorzio del 1970 modifica la percezione della famiglia; la televisione in tutte le case e i computer in alcune aprono l’era dei grandi cambiamenti tecnologici.
Millennials (1980-1994): la generazione divenuta adulta nel nuovo millennio. L’ultima che ha giocato in strada e nei cortili, senza il cellulare; vivono l’attacco alle torri gemelle, la morte di Lady D; sono la prima generazione di figli unici in aumento; si impegnano in ecologia e si sentono cittadini del mondo; capiscono che il futuro è incerto e cercano modalità di adattamento. Ultima generazione nata fra due secoli, è come sospesa fra due mondi. Rappresentano la Generazione Erasmus più numerosa. e sono i primi nativi digitali.
Generazione Z (1995-2009): sono i primi iperconnessi e vivono in parallelo gioco fisico e gioco virtuale. Affrontano la pandemia globale da adolescenti, a un secolo dalla Spagnola che ha colpito i loro bisnonni. Iperprotettiva e iperstimolati, vedono nascere nuove professioni come quelle degli influencer. La perdita della centralità maschile degli ultimi anni spalanca le porte a una aggressività di genere e all’aumento dei femminicidi. Entro il 2030 sarà la generazione più numerosa sul pianeta.
Generazione Alpha (2010-2024): Non conoscono un mondo senza smartphone, pandemie, inquinamento e riscaldamento globale. Convivono con Alexa e Siri, tecnologia disponibile 24/7 per qualunque richiesta, dalla informazione alla barzelletta. Hanno vissuto la pandemia da bambini, vedendo i genitori lavorare da uno schermo; si perde i concetto di un lavoro stabile in un luogo conosciuto e fisso, accanto ai colleghi.
Generazione beta (2025): i primi a crescere con la intelligenza artificiale; spesso figli e nipoti unici, entreranno nel mondo del lavoro nel 2045. Per loro sfuma il confine di realtà reale e virtuale nel sociale: vedranno l’inizio del nuovo secolo.
Come avrete capito questo libro di Isabella Pierantoni, Il secolo delle generazioni, è decisamente illuminante: un saggio ricco di informazioni, dati, approfondimenti che davvero aiuta a comprendere la realtà che viviamo e potrebbe aiutare anche a gestire le relazioni e i rapporti, anche solo per l’atteggiamento nei confronti del lavoro che, fra generazioni, è talmente cambiato da creare profonde incomprensioni (ne so qualcosa per esperienza, sia al lavoro che in casa…). Un libro importante, da leggere e rileggere da regalare alla amica che non capisce l’atteggiamento dei suoi figli nel confronto del lavoro e a quella che rimpiange sempre i bei tempi del passato…
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