Lo confesso: adoro Bianca Pitzorno. Mia figlia da bambina ha letto tutti i suoi libri e la mia nipotina Anna ora li sta leggendo anche lei. Molto opportunamente la Pitzorno ha deciso, dieci anni fa, di dedicarsi anche a romanzi per noi ragazze cresciute: e da “La vita sessuale dei nostri antenati” a questo La sonnambula” ha creato dei libri davvero appassionanti.
Così, non appena abbiamo avuto la notizia dell’uscita del suo nuovo romanzo noi amiche ci siamo precipitate in Feltrinelli per acquistarlo (dove, devo dire, era esposto proprio all’ingresso, molto bene, cosa a cui noi autrici facciamo parecchio caso…).
LA TRAMA: La sonnambula è la storia di una donna che, fin dall’infanzia, scopre di avere un dono; la capacità di prevedere eventi che stanno per accadere. Il dono, però, è difficile da gestire perché lei non ha nessuna possibilità di scatenare gli attacchi durante i quali ha le visioni premonitrici. Così, non prevede la fine del suo matrimonio e la necessità che ha di fuggire e ricostruirsi una vita. Cosa che fa inventandosi la professione di un ipotetico “magnetismo” garantito in qualche modo dal suo essere sonnambula, e si propone per consulti di persona o per corrispondenza. Documentandosi accuratamente su quanto avviene nei luoghi dove va a vivere riesce a dare sempre risposte sensate o talmente vaghe da essere giuste per qualunque svolgimento futuro e crearsi così la fama di consulente affidabile.
LO SPUNTO: La Pitzorno ha trovato, in un vecchio numero di un giornale locale, la pubblicità di una donna che, sotto il titolo Magnetismo, si proponeva in maniera piuttosto sibillina come consulente in qualità di rinomata sonnambula, come se il sonnambulismo garantisse un contatto in qualche modo con entità che potessero prevedere il futuro.
PER CHI è PERFETTO: vorrei dire per tutte perché è un romanzo bellissimo, ambientato nella Sardegna di fine ottocento, apre un mondo e fa capire quanta strada abbiamo percorso noi donne in pochi decenni. La protagonista è affascinante e Bianca, da vera Sheherazade quale è, ci ammalia portandoci di capitolo in capitolo, di storia in storia, di personaggio in personaggio, di meraviglia in meraviglia. In uno strepitoso gioco di scatole cinesi.
COME INIZIA: “Non lo aveva scelto lei, non era colpa della sonnambula, se era nata con una salute instabile, che fin dalla primissima infanzia le procurava quegli strani attacchi…”
Bianca Pitzorno
La sonnambula
Bompiani
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