E’ una giostra, un girotondo, un inarrestabile concatenazione di eventi questo romanzo metropolitano “La rosa e la spina” di Stefania Bertola (Einaudi editore) che, vi garantisco, non riuscirete a lasciare fino a quando non sarete arrivate alla fatidica parola fine. E che vi consiglio di leggere, ovvio, ma anche di regalare a una amica che, per certo, vi vorrà più bene dopo averlo letto.
Quelle che la Bertola racconta sono storie di donne, di vita quotidiana, di amori e dolori, a partire da quella di Rosa Soave, quarantenne con un figlio, madre single da quando, in una fredda mattina di Natale, il marito la ha lasciata per Malefica, il nuovo amore del noioso coniuge dentista.
La Rosa, direi alla milanese, crede di aver trovato un suo bislacco squilibrio fra amiche, corsi di danze irlandesi e una specie di diario scritto su un quadernone, quando nella sua vita torna, come nuovo amore questa volta del suo capo, Dorotea Spina, già compagna di liceo capace di qualunque malefatta. Come mettere in guardia l’amato capo (amato solo professionalmente all’inizio) dalla minacciosa Spina che non solo è iper femminile, è ben decisa a mettere finalmente ordine nella sua vita sposandosi e ha la quinta di reggiseno? Accanto alle due divertenti protagoniste si muovono la cognata bizzarra, ecologista autrice di bestseller sulla necessità di ridurre consumi e averi, e l’amica avvocato super dotata nel bricolage. Lo sfondo della storia una Torino elegante e riservata e il mondo dell’editoria con i suoi ritmi, i suoi vezzi, i suoi riti. E se Walt Disney sosteneva che non c’è buona storia senza un vero cattivo, la Bertola dimostra in questa commedia romantica che non c’è buona storia senza una migliore nemica: e credetemi, vi trascinerà in un vortice di incontri e incomprensioni, flash back e citazioni da cui vi dispiacerà davvero di essere uscite. Un pochino vi consolerà il lieto fine, scontato ma non troppo: e guarderete con occhi diversi le vostre amiche, le loro manie e quella compagna di scuola che affascinava tutti e che davvero non potevate soffrire: chi non la avuta davvero?
La rosa e la spina di Stefania Bertola, Giulio Einaudi editore
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