Avreste mai pensato che le grandi cattedrali d’Europa sono state costruite sì, per atto di fede, ma anche perché il clima favorevole aveva creato un periodo di economia florida? E che i meravigliosi violini di Stradivari devono il loro suono incredibile sempre al clima che aveva creato le condizioni perché quella particolare legna, il quello specifico periodo, fosse davvero perfetta per uno strumento musicale? Io non aveva mai collegato clima, economia e storia: anche se solo i Promessi sposi del Manzoni, citando la carestia e la peste del 1628, legavano gli eventi e le rivolte per il pane proprio agli elementi atmosferici che avevano causato la scarsa raccolta.
Ho scoperto un sacco di cose nell’incontro davvero interessante con Luca Mercalli al Sacro Monte di Orta (se non ci siete mai stati, correte a visitarlo!). Sul clima, sulle nostre abitudini, su come dovrebbe essere incrementato ogni genere di energia alternativa, su come la tanto sbandierata energia atomica potrebbe essere avviata, non senza problemi, non prima di dieci, vent’anni. Difficile quindi che possa essere una soluzione. E nel frattempo? Nel frattempo viviamo in una Terra sempre più calda, soprattutto in Europa: e la nostra ultima infinita estate è un drammatico segnale di come il clima stia cambiando, e non in meglio.
Certo, le glaciazioni che avevano segnato il periodo, per esempio, della costruzione delle Cappelle del Sacro Monte, attorno al 1583, non doveva essere un clima piacevole per gli umani: neve dappertutto, riscaldamento questo sconosciuto… Ma questa ultima estate è stata davvero un punto di non ritorno? Se non si fa nulla, sostiene Mercalli, sì. Entro la fine del secolo, dice, alcune zone saranno decisamente poco vivibili per l’uomo – le città come Milano, per esempio, le zone accanto al mare. Difficile davvero negare il cambiamento climatico: noi abbiamo acquistato la nostra piccola casa davanti al lago 35 anni fa: d’estate, qui, era impossibile cenare sul terrazzo perché, dopo una certa ora, era troppo freddo. Quest’anno non si poteva cenare sulla terrazza perché… era troppo caldo! E di sicuro non era un differenza di uno o due gradi: per la prima volta abbiamo avuto bisogno della aria condizionata; per la prima volta l’estate è iniziata a maggio e, a livello di temperature del giorno, non è ancora finita. Insomma, questo garbato, preparatissimo e in qualche modo buffo studioso del clima – papillon, rifugio in alta montagna, auto elettrica e il rifiuto molto ecologico di prendere un aereo da vent’anni – è davvero efficace nello spiegare come, se non troviamo rimedio a questo fenomeno di riscaldamento globale, la nostra vita diventerà per certo più difficile.
E questi quattro giorni di incontri organizzati dal Sacro Monte di Orta, nel segno degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la cui vita e storia è raccontata nelle cappelle nascoste sulla collina che domina il piccolo magico lago di Orta, danno un nuovo senso al termine comunità: un insieme di uomini e donne che dovrebbero prendersi cura del creato, prestare attenzione a dialogo e sostenibilità. Proprio quello che è stato fatto in questi giorni di lavoro, incontri, conferenze stampa, mercatini a km rigorosamente verso lo zero.
che meraviglia un concerto e un ricordo!
Di addii, di cimiteri e altre storie
SOPRAVVIVERE A UN FIGLIO: LA FONDAZIONE VECCHIONI