Uno dei temi “caldi” in questo momento, è la menopausa. Allora lasciate che mi lodi un po’, anche chi si loda si imbroda, come recita il proverbio.
Un saggio sulla menopausa io lo ho scritto dieci anni fa, correva il 2017, Menopausa più vita, intervistando dieci esperte sul tema: dalla ginecologa alla parrucchiera, dalla dermatologa alla maestra di yoga. E onore al merito alla Cairo che, non appena ho parlato in casa editrice del progetto, lo ha immediatamente accettato con entusiasmo, quando la menopausa era un tabù vero sulla salute femminile. Il libro si può acquistare online, anche in versione ebook per pochi euro, ma qui ve ne dò un assaggio… buona lettura!
Succede un giorno, d’improvviso. Cioè, non succede tutto esattamente all’improvviso, ma c’è un preciso momento in cui una, improvvisamente, se ne rende conto. A me è successo una sera a cena da amici, qualche anno fa. Tra gli ospiti seduti a tavola, un ginecologo. Io all’epoca ho 53 anni e sono (o almeno mi sento) in perfetta salute. Il mio ciclo è sospeso da… Boh? Io l’ho vissuto come la fine di una seccatura mensile, quindi non mi è sembrata una tragedia né un punto di svolta della mia vita.
Almeno fin qui.
Mentre chiacchieriamo tranquillamente di figli e lavoro una delle ragazze – be’, ex ragazze, sarà anche lei oltre i 50 diventa improvvisamente tutta rossa in viso. Inizia a sventolarsi con il tovagliolo, mentre il sudore le cola dalla fronte e i capelli le si appiccicano bagnati sulla testa. «Una caldana» sussurra come se si vergognasse. «Sai, la menopausa.»
Già, la menopausa. Come se fossero state tutte magicamente animate dalla parola, le signore a tavola iniziano a lamentare una serie di acciacchi, problemi, tutti legati allo sconquasso ormonale che ha scatavoltato le loro vite. Io non so che dire, ma a domanda diretta confesso, non senza imbarazzo, di non avere alcun sintomo di rilievo. Almeno, così ho creduto finora.
«Non soffri di insonnia?» mi chiede subdolo il ginecologo.
Be’, sì, faccio un po’ fatica a addormentarmi, ma si sa, i pensieri…
«Aumento di peso?»
Sì. Non so come ma l’ago della bilancia pare sempre impietosamente andare verso l’alto, malgrado la mia dieta – be’, chiamarla dieta forse è un po’ troppo – non sia cambiata da anni. Non che sia mai stata magra, però…
«Depressione?»
Dài, non che ci sia da stare allegri, con il lavoro che non va tanto, le crisi di governo, l’inverno che sembra non finire mai, il buco nell’ozono, l’inquinamento. Ma lo definirei malumore, più che depressione. Malumore passeggero, ecco.
«Ansia?»
Qui colpisce facile: io mi chiamo Elena Ansia Mora.
Ansia è il mio secondo nome da sempre. Lo hanno inserito anche nel mio codice fiscale: ELN ANS MRO. Il mio nome completo sul documento è Elena Ansia Mora coniugata Senso Di Colpa. Sull’ansia con me si sfonda una porta aperta, proprio spalancata. Ma l’età, in questo caso almeno, non c’entra nulla.
Spietato, l’amico medico continua la sua indagine: «Amesie? Palpitazioni? Sudorazione notturna? Tensione al seno?».
Sì, sì, sì, sì, ammetto a malincuore. Ma cosa sta succedendo? Sono arrivata a cena sanissima, o almeno così credevo, e mi ritrovo in piena sindrome da menopausa.
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