Seguo da sempre Marianna Aprile a In onda il week end in prima serata su La7e trovo che sia una conduttrice garbata, preparata e precisa: mi ha intrigato subito quindi il suo saggio La promessa, uscito per Rizzoli. “Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi, la storia di una rivoluzione incompleta” recita il sottotitolo, che già spiega efficacemente il taglio e la logica del libro.
La Aprile inizia proprio, come dire, dall’inizio: dai miti, tramandati nei millenni, in cui la figura femminile, da Pandora e Adamo ed Eva in poi, viene sporcata da pregiudizi e preconcetti che si infiltrano nella cultura e mentalità correnti fino ad arrivare ai giorni nostri. Il libro segue poi la lunga, lunghissima e tormentata storia del voto femminile, quella che l’autrice chiama “la corsa cento anni ad ostacoli” con cui, fra la metà dell’Ottocento e il 1946, porta infine le donne alle urne. E che vede, finalmente ed eccezionalmente, il 22 ottobre del 2022, una donna, Giorgia Meloni, nel ruolo di presidente del consiglio dei ministri in Italia: una donna di destra, che rifiuta la declinazione al femminile delle sue cariche, ma che sta stabilendo il record di permanenza al potere di un governo (anche se va detto che la vita media dei governi in Italia è decisamente breve).
Davvero interessante anche il confronto, proposto dalla Aprile nel libro, fra la Meloni e la leader del partito di opposizione Ellie Schlein: due donne diversissime fra loro per nascita, formazione, cultura; Giorgia “donna, madre e italiana”, orgogliosa del suo essere romana della Garbatella; Ellie cittadina del mondo, con passaporto italiano, statunitense e svizzero, dichiaratamente omosessuale. Due protagoniste in parallelo, al governo e alla opposizione, degli ultimi anni: ma, secondo la Aprile, più simili di quanto non sembri sia nel rapporto solido con la base del partito che nella capacità di farsi trovare pronte al momento giusto; accusate tutte e due di avere un cattivo carattere. Ma, come nota la Aprile, questa è la accusa che viene rivolta a tutte le donne che conquistano un qualunque ruolo e un qualsiasi vertice. Insomma, vi garantisco che questo libro, che parte dai miti, riconosce il ruolo delle donne nella resistenza al fascismo, arriva alle due protagoniste della storia italiana di questi giorni, è davvero rivelatore: ma anche divertente e ben scritto.
Come comincia:
Dice non vorrai mica iniziare da Adamo ed Eva. No, da prima; dalla mitologia greca e dai poemi omerici, in cui confluiscono peraltro moli archetipi di mitologie precedenti.
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