Raffaella Romagnolo è una autrice che amo molto, che seguo da anni, di cui ho talmente apprezzato i romanzi storici da averli votati in un premio letterario: ve li consiglio se non li avete letti, da Di luce propria a La Masnà fino al bellissimo Aggiustare l’universo. Chiacchierando, anni fa, aveva accennato a una malattia da cui era affetta, la sclerosi multipla. Questo La segreta cura, un libro decisamente diverso dagli altri suoi, è una sorta di diario confessione: e non a caso uso questa parola, che mi ero quasi convinta a togliere, perché mi sono poi accorta che la frase di apertura pre-libro è di Virginia Wolf, “La malattia è un gran confessionale”.
Raffaella ha ventisette anni, è sposata da due quando scopre che i formicolii di cui soffre a volte, lei sportiva, appassionata di montagna, impegnata a scalare come da 4mila metri e a finire la sua tesi di dottorato sulle lettere del poeta Ugo Foscolo alla sua amante Antonietta Fagnani Arese sono il sintomo di qualcosa di grave. Insomma, è una giovane donna che si affaccia alla vita con grandi e piccole speranze: una casa, dei figli, una cattedra. Ma che si trova, improvvisamente, alle prese con visite neurologiche, diagnosi dure, cure importanti, decisioni da prendere. Il suo racconto, che si snoda con la consueta, bellissima scrittura della Romagnolo, alterna le tappe della scoperta della malattia e delle terapie che deve affrontare con il racconto di avventure montane, dalla salita alla Capanna Margherita sul Monte Rosa o alla Aguille du midi sul Monte Bianco, a escursioni più facili e quote più basse quando le forze vengono meno. Quello che colpisce, davvero a fondo, di questo libro, è il tono del racconto: non cerca di impietosire, di commuovere, tutt’altro. Fa una cronaca. Ricorda. Ragiona. Ritrae medici diversi fra loro nell’approccio, nel rapporto, nelle indicazioni di cura. Le terapie, pesanti a volte nelle controindicazioni; l’interferone che sconsiglia una gravidanza. Una decisione da prendere. Definitiva. le ricadute, le speranze, le paure, gli incubi. In mezzo, la vita: un marito, una casa, un lavoro. E la scoperta della scrittura, e il successo, e la scelta di raccontare, di raccontarsi.
Raffaella Romagnolo
La segreta cura
SIS_mondadori
Come comincia:
L’8 agosto del 1998 ci mettemmo in cammino poco dopo l’alba. Eravamo partiti da casa il pomeriggio precedente. Duecento chilometri attraverso la Pianura Padana e trenta di tortuosa provinciale risalendo le Alpi fino al paese di Alagna, in tempo per la ultima corsa della funivia.
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