Non capisco quelli che al ristorante prendono la tartare di manzo: una delle cose più semplici e veloci da cucinare (si fa per dire) al mondo. In casa da me piace molto, quindi ne tengo sempre qualche dose sottovuoto nel frigorifero: anche quelle piccine piccine, da monodose aperitivo, che fanno una grande scena.
Certo, quella che abbiamo assaggiato al ristorante del Viaggiator goloso a Citylife era una versione decisamente sontuosa e tutta da copiare: decorata con insalata riccia, ovviamente, pomodori secchi sott’olio, cialde di grana, fettine di limone caramellato e fiocchi di burrata. Senza andare così lontano nella decorazione, a me piace molto servirla con tanti ingredienti posti a fianco, in piccoli vasetti: cipolla e capperi tritati, sedano, i pomodori secchi, appunto, cetriolini in agrodolce, fettine di limone sottili sottili a decorare (ma copierò la idea di caramellarle, davvero divertenti). Non mi piace aggiungere l’uovo, da ricetta classica, sia perché ai nipotini non piace sia perché mi divertono di più le tartare piccole: per aggiungere un po’ di sapore le condisco con gli oli aromatizzati dell’oleificio Galatino, che ho visitato in Puglia: al limone o al basilico, garantiscono un effetto wow al sapore. Altri consigli di piatti estivi qui:
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