De Chirico, Carrà, De Pisis, Morandi: la bella mostra Metafisica/metafisiche allestita a Palazzo Reale a Milano accompagna in un percorso artistico che non lascia certo indifferenti. Piazze e bottiglie, prospettive e manichini, tagli di luce e provocazioni: in un gioco di specchi fra pittura e architettura che mi è valso persino una bella sgridata da uno degli addetti… ma questo ve lo racconto dopo.
Non amo particolarmente il genere, ma la mostra muove emozioni e stimola connessioni: ed è davvero affascinante vedere come questi artisti “congelino” la realtà in una visione: che da quei primi anni venti è migrata poi nello spettacolo, nei fumetti, nella moda, nella architettura e negli oggetti della vita quotidiana, come alcuni prodotti della Alessi disegnati da Aldo Rossi come la iconica caffettiera che ha ridisegnato la moka.
Fra le opere esposte anche un bellissimo Duomo di Milano di Dino Buzzati, più conosciuto come scrittore (Il deserto dei tartari su tutti): ma quella di Palazzo reale è solo una delle tappe di questa mostra, che è collegata a esposizioni di Gallerie d’Italia e Pinacoteca di Brera, oltre a una appendice al Museo del Novecento. Nelle sale del palazzo sono raccolte circa 400 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili provenienti da più di 150 istituzioni tra pubbliche e private, gallerie, archivi. Un vero e proprio viaggio in una corrente che come poche ha influenzato l’architettura; il fascismo ha poi trasformato quelle immagini in costruzioni tridimensionali. Ed eccomi alla mia sgridata… Quando ho visitato la mostra alla fine della esposizione c’era una sala chiusa da una tenda in velluto che portava il cartello – lo ammetto – “non entrare”. Io, tecnicamente, come ho spiegato poi all’addetto di controllo, non sono entrata, ma non ho resistito al desiderio di sbirciare aprendo appena appena i due pesanti teli di velluto: e, come una visione da sogno, inquadrato dalla finestra si mostrava in tutto il suo orgoglio simmetrico il palazzo dell’Arengario, costruito nel 1936; quasi una materializzazione delle arcate ripetute dei quadri di De Chirico. Non sapendo contenere l’entusiasmo per la visione ho chiamato le mie cugine a sbirciare con me, sempre spostando di pochi centimetri la tenda: beccandomi così una bella sgridata da parte dell’addetto al controllo. Me ne sono pentita? Niente affatto, e spero che con la apertura di quella sala altri abbiano potuto godere di quella che, alla fine della mostra, è una vera e propria magica visione. PS: se la sala è ancora chiusa vi prego, non seguite il mio esempio!
Info sulla mostra:
Palazzo Reale e Museo del Novecento dal 28 gennaio al 21 giugno 2026 | Gallerie d’Italia dal 28 gennaio al 6 aprile | Grande Brera-Palazzo Citterio dal 6 febbraio al 5 aprile
Orari
Da martedì a domenica ore 10 -19:30
Giovedì chiusura alle 22:30.
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
Biglietti
Open: € 17
Intero: € 15
Ridotto: da € 13 a € 10
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