Le tre affascinanti amiche di Luciana Littizzetto nel suo primo romanzo

Si chiamano Lola, Maura e Ida, sono amiche inseparabili minacciate da un appuntamento importante: i 60 anni. Eccole, le protagoniste del primo romanzo di Luciana Littizzetto, Il tempo del la la la, edito da Mondadori.

Per la prima volta, su consiglio e spinta di Stefania Bertola, come confessa nei ringraziamenti alla fine del libro, il grillo parlante della trasmissione Che tempo che fa si è cimentata con un romanzo. Una storia con un inizio, uno svolgimento, una fine, del tutto diverso dai sui libri precedenti, raccolte di pezzi e riflessioni fra il comico e l’amaro. Che ci sono anche qui, punteggiano tutta la trama. Come c’è, onnipresente e benigna, una Torino meravigliosa nei suoi luoghi più conosciuti, le piazze, la mole, ma anche in piccoli anfratti colorati, panchine affollate, i tre strati del lungo Po e i palazzi abbelliti da statue giganti che, di notte, si svegliano per chiacchierare fra loro. Una Torino magica come l’amicizia fra le tre, che resiste al tempo e alle differenze: Maura stretta fra le esigenze di marito e figli, ma ancora con tanti sogni da realizzare; Lola che deve fare i conti con il suo passato, un presente che la annoia e un futuro da inventare; Ida che non rinuncia a vivere ogni singolo giorno, a costo di illusioni e delusioni. Ma la voce della Littizzetto si sente fra le righe, nelle battute, nei rimandi, nella lettera d’amore alla sua città: punteggia gli avvenimenti, dipinge teneri acquerelli di cielo e fiume; apre ogni capitolo con una specie di introduzione, quasi un appunto di scenografia o di testo teatrale, uno scenario in cui prendono vita le tre amiche. Fra mattine sfavillanti e magiche nevicate di primavera le tre affrontano insieme innamoramenti e delusioni, spaventi e illusioni di un futuro che a tratti sembra cupo, a tratti promettente. Mentre il presente è, appunto, Il tempo del la la la che io conosco tanto bene: quello in cui il nome di un attore sfugge di mente, una idea o una parola sembrano attraversare il cervello e fuggirne via e la parola, proprio quella che stavamo cercando, gioca a nascondino fra i neuroni. Così come il cantante, quando non ricorda le parole della canzone o ha una crisi di creatività, si butta su un “la la la” a tempo. Il tempo del la la la.

Come comincia: Alba a Torino. Le 6 del mattino. Lola spalanca gli occhi di colpo. La sua sveglia biologica non sgarra mai e lei non deve nemmeno cambiare la pila. D’altronde lei odia le tende. vuole vedere il cielo quando apre gli occhi e così la luce dell’alba, ogni mattina, puntualmente, la schiaffeggia. 

PS: bellissima la citazione della canzone di Ornella Vanoni Buona vita all’inizio. PSPS: libro perfetto per amiche, compleanni, per club del libro rigorosamente al femminile (ma ce ne sono di maschili? Boh!). Altri consigli di lettura e d una fiction ambientata a Torino qui:

La rosa e la spina, un esilarante romanzo di Stefania Bertola

Che meraviglia questo “Le amiche di sempre”!

che vita Whoopi Goldberg!

Bentornata Lidia Poet!