Tecnicamente non sarebbe nemmeno un viaggio, perché il ristorante La Darbia è a poche centinaia di metri da casa mia a Vacciago, minuscola frazione di Ameno: ma è un luogo talmente magico che sembra essere sospeso fra cielo e lago, specialmente la sera quando il tramonto accende di sfumature dolcissime il confine fra aria e acqua.
Ci si allarga il cuore anche solo varcando il portone, attraversando le aiuole di verdure e profumi, mentre gli occhi non riescono a staccarsi dal panorama di Orta, dalla isola di San Giulio che, da lì, sembra quasi non volersi staccare dalla penisola che si allunga di fronte a Pella. Di fianco c’è anche un hotel con piscina a sfioro e architetture curate ultimamente molto amato anche da influenze molto famosa.
L’atmosfera è raffinata ed essenziale, pochi tavoli all’aperto affacciati al panorama, e subito viene servito del pane fatto in casa e del burro montato; il menu firmato dallo chef Manfrinotti è davvero minimalista: a la carte due antipasti – delizioso il peperone – due primi, un risotto e un taglierino molto elaborato – e due secondi. Ottima carta dei vini. Il prezzo è all’altezza della location, le porzioni da degustazione: il costo della bottiglia di vino può modificare, e di molto, il conto totale, come spesso in ristoranti di questo tipo. Servizio perfetto, personale che parla benissimo anche inglese; bisogna fare attenzione perché al momento della prenotazione viene richiesto un deposito di 50 euro a persona che viene trattenuto solo se non ci si presenta senza disdire almeno 48 ore prima.
Info: https://ladarbia.com/ristorante/
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