Borgomaggio un bel libro per i nipotini (e per non dimenticare)

Sto leggendo ai nipotini Borgomaggio di Lia Celi (De Agostini): la storia di alcuni bambini che nel luglio 1944, sul finire della guerra, vivono in un piccolo borgo dell’Emilia Romagna. La protagonista e voce narrante è Elisa, dodicenne ambiziosa che sogna di studiare e di essere ammessa al ginnasio; vive con la mamma, la nonna e il fratellino nato poco dopo che il padre era partito per il fronte.

Borgomaggio, che si era animato di famiglie da ogni dove, sfollati in fuga dai bombardamenti, è tornato il piccolo borgo silenzioso e tranquillo di prima: ma tante sono le insidie, dalle bombe nascoste nei campi minati da ogni esercito ai preparativi per il voto che, finalmente, tocca anche alle donne; e si confrontano, anche in maniera vivace, le opinioni se l’Italia debba restare un regno, con i Savoia sul trono, oppure diventare, infine, una repubblica. Molto ben scritto e con bellissimi personaggi, Borgomaggio piace tantissimo ad Anna e Andrea, dieci anni: ne leggiamo un capitolo per sera, ma sono tante le cose di cui parlare citate nel libro; cose che io ricordo dalla mia infanzia, come appunto i manifesti che ci mettevano in guardia dalle mine insidiose; il mattone scaldato sulla stufa usato per intiepidire i letti gelati; le scuole ricostruite alle meglio dopo la distruzione della guerra. Lia Celi riesce a trattare temi importanti – il voto, il diritto di voto alle donne, la indipendenza economica femminile, l’impegno politico e i tradimenti – rendendoli parte di un racconto che coinvolge. Noi nonni ritroviamo tante cose dei nostri anni di bambini, i bambini scoprono un mondo così diverso dal loro da sembrare preistoria. Divertendosi, imparano: e se uno di loro dorme fuori, da amichetti o con il papà, mi raccomandano, anzi mi ordinano di non andare avanti fino a che non sono di nuovo tutti e due. Buona lettura!

Come comincia: “Orsola, perché ti porti sempre a letto qui libro?” Nessuna risposta. Nel buio sento solo il suo respiro. Ma so che è sveglia perchè non si muove.Quando Orsola dorme scalcia come una capra. E’ fastidioso me è sempre meglio delle prime notti, quando urlava nel sonno. Mi si gelava il sanguepiù degli aerei che passavano su Borgomaggio, carichi di bombe , e chiedevo alla mamma di mandarla a dormire di sotto, con sua madre e gli altri profughi che dormivano in casa nostra. Non eravamo ancora diventate amiche.

Altri consigli di lettura qui: 

la promessa di marianna aprile: un saggio interessante e decisamente piacevole!

un giallo intrigante, fra spie e nazisti, alla corte della giovane Elisabetta

Un best seller basato sul passaparola, un libro bellissimo: Tutte le mattine di Sybil

 

a cura di ELENA MORA