Ballard che bella serie su Prime video!

Difficile per me non parlare di Ballard, serie appena approdata su Prime video: prima di tutto perché è tratta dai romanzi di uno dei miei autori preferiti, Michael Connelly; in secondo luogo perché è, in qualche modo, uno spin off ovverosia una serie collegata a un telefilm che io amo molto, Bosch.

Infine, perché la protagonista, una detective della polizia di Los Angeles, vive con una meravigliosa tutu, così si chiamano le nonne in hawaiano, suo supporto fisico e psicologico e in qualche modo la sua coscienza, una sorta di grillo parlante piuttosto agé.

LA TRAMA: La agente Ballard (Maggie Q) ha denunciato un collega per aver tentato di violentarla; nessuno le crede ma, nel dubbio, viene relegata a un ufficio apparentemente inutile, dedicato ai cold cases, ovvero i vecchi casi mai risolti. Nell’affrontarli ritrova alcuni verbali redatti da Bosh, ormai in pensione: e  ritroviamo così anche Titus Welliver, protagonista di alcune bellissime serie tratte dai romanzi di Connelly. In ogni episodio viene risolto un caso a sé ma c’è un filo rosso che li lega uno all’altro, il sospetto che all’interno della polizia ci sia un gruppo di agenti decisamente corrotti e pronti a tutto per denaro.

LA PROTAGONISTA: Renée Ballard ha una quarantina di anni, vive malissimo l’essere stata di fatto esautorata ma si impegna con tutte e sue forze per l’incarico, apparentemente inutile, che le è stato affidato. Single ma con una relazione poco convinta, vive con la nonna, saggia e accudente, che cerca, spesso invano, di superare i muri che Ballard ha costruito attorno a sé per superare i traumi, recenti e passati, di cui non vuole parlare con la psicologa della polizia. Ma che piano piano emergeranno nel corso delle dieci puntate.

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a cura di ELENA MORA