Dove tornano le api, un romanzo difficile da mettere giù…

La storia è appassionante e i temi trattati intriganti: questo romanzo di Roberta Schira, Dove tornano le api, pubblicato da Garzanti, è un libro molto, molto femminile. Non solo perché la protagonista, Esther, è una donna – all’inizio quando la conosciamo, una bambina. 

Ma soprattutto per come tratta alcuni temi abbastanza “scottanti”: il rapporto con la madre, prima di tutto, quello con il proprio corpo, una costante di tutto il racconto, quello con gli uomini e con le altre donne. Donne perdute e ritrovate, donne che cercano salvezza e che non si sanno salvare da sole, a partire proprio dalla piccola Esther. Ceduta (venduta?) a soli undici anni dalla madre incapace di fare la madre, anche solo inadatta a quel ruolo – ma chi è davvero adatto a quel ruolo? Un amico psicanalista mi ha sempre detto che il mestiere di genitori non è difficile: è impossibile. Ma Lilly, la parrucchiera napoletana, capelli troppo biondi, voce troppo alta, proprio non ce la fa: a finire il mese, a mantenersi e mantenere quella bambina dagli occhi davvero particolari, che tutti hanno ammirato fin dal reparto maternità dove era venuta al mondo. La cede: a un uomo ricco, potente, di Milano. Un orco? No, niente affatto: un uomo che rivede in quegli occhi quelli della donna che ha amato, e decide di dare una possibilità di vita diversa a quella bambina incontrata per caso su una scala di un palazzo fatiscente. Questa la storia: quella di una bambina abbandonata, ceduta, che si trova ad affrontare un mondo completamente diverso, la Milano degli affari contro la Napoli del sopravvivere, e vi si adatta. Fra lei e Mister Orlando, come lo chiama da subito e per sempre, nasce un rapporti di rispetto e di affetto che ha tutte le sfumature dell’amore di un padre per una figlia e di una figlia per un padre. Madre putativa, nell’appartamento sontuoso di corso Venezia, dove vivono solo quelli che la ricchezza non la hanno conquistata ma ereditata e conservata, una curiosa governante, Celeste, che legge gli astri e gli animi. E già questo basterebbe al racconto. Ma c’è anche un uomo sbagliato, e uno giusto, e una casa in Valtellina e tante altre donne con le loro storie, i loro silenzi, il loro passato. E le api? vi chiederete a questo punto. Le api ronzano in tutto il romanzo, introducono ogni capitolo con una sorta di citazione-metafora che si lega e spiega quanto sta per accadere. Perché in Valtellina, vistando quella casa che diventerà così importante per lei, Esther inciampa quasi in un uomo che si occupa di api e di vino, che sa aspettare il tempo giusto per lei come quello per la vendemmia e per il miele.

Alla bella presentazione di Nicoletta Sipos, alla libreria Rizzoli in Galleria, la sua agente Vicky Satlow, chioma rossa e silenzioso cagnolino ai piedi, è intervenuta per dire che secondo lei il tema di questo libro è la compassione: non sono completamente d’accordo perché secondo me ciascuna ci trova quello che cerca, in qualche modo, come le donne che si recano alla Casa delle api…

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a cura di ELENA MORA