Senza dire addio, un thriller che lascia senza fiato firmato da Reese Witherspoon

Reese Witherspoon è bella e bionda, e va bene; è una attrice talentosa – La rivincita delle bionde solo per fare un esempio – e va bene; è una produttrice di successo (Elle), e va bene. Ma chi avrebbe mai immaginato che potesse essere una strepitosa coautrice di un thriller che lascia senza fiato? Come sempre se sono a Macugnaga vado nella piccola libreria Il parnaso del rosa a procurarmi qualcosa da leggere. Lo so che lo ho già detto ma vorrei ribadire che una libreria con uso di caffè, con un angolo per i bambini e dove due ragazze coraggiose sfidano la fortuna in un minuscolo paese di montagna va sostenuta assolutamente.

Così mi ha incuriosito questo Senza dire addio, un romanzo scritto da Reese Witherspoon insieme con un giallista famosissimo Harlan Coben. E, confesso, ne sono stata immediatamente catturata senza possibilità di fuga. Perché, intanto, la protagonista è una donna, una chirurga rimasta vedova dopo che il marito, come lei medico impegnato in una associazione genere Emergency, è stato massacrato in Africa mentre stava operando. Momentaneamente, però, Maggie, questo il suo nome, è sospesa dall’albo dei medici: viene quindi ingaggiata da un oligarca russo per un misterioso intervento. Da qui è un susseguirsi di colpi di scena uno dopo l’altro, qualche volta prevedibili ma in genere proprio no; e la storia si sviluppa fra New York, Mosca, Dubai, i vigneti francesi in un crescendo di tensione mentre ogni volta che il lettore (o perlomeno io) crede di aver capito, qualcosa modifica del tutto il senso della trama. Pubblicato da Longanesi, nella bella traduzione di Federica Garlaschelli, è una bellissima lettura da estate ma anche un bel regalo per le amiche: anche se, personalmente, non riesco a evitare quel retrogusto di pura invidia per il talento di Reese…

Come comincia:

Non sento il grido. L’infermiera sì. E anche l’anestesista. Io sto muovendo le mani dentro al petto di un ragazzo, in quello stato di concentrazione assoluta in cui riesco a entrare solo in sala operatoria, davanti a uno sterno aperto. 

Questa è casa mia, il mio studio, il mio rifugio. Qui sono in modalità zen.

Atre grida. Colpi d’arma da fuoco. elicotteri. un’esplosione.

“Dottore?”

Altri consigli di lettura qui:

Un best seller basato sul passaparola, un libro bellissimo: Tutte le mattine di Sybil

 

i viaggi di Silvia nel bel libro di Francescantonio Crupi

un sogno di polvere e acqua, la storia della Moka raccontata da Celestina Bialetti

 

a cura di ELENA MORA