forza Macugnaga!

Macugnaga è un posto bellissimo, e non solo perché è situato proprio sotto al massiccio del Monte Rosa: ma anche perchè è una isola di cultura e storia dove, dal linguaggio alle tradizioni, una piccola comunità Walser sta cercando di mantenere vivo il passato e le sue leggende. Ultimamente, però, sembra che il destino si sia accanito contro quel luogo: un piccolo incidente alla funivia del Monte Moro, (che però ha subito ricordato il ben più grave crollo del Mottarone), il blocco della seggiovia del Burki, le inchieste sull’ex sindaco. Insomma, la tempesta perfetta per una località turistica. Ma chi cade, come si sa, può solo risorgere, e sembra che ci siano tutti i segni di una vera rinascita: c’è un nuovo sindaco, Stefano Candiani, deciso a impegnarsi per il suo mandato – è riuscito persino a portare il ministro dello sport in visita non appena è stato eletto. Una estate così calda da invitare a cercare refrigerio nei suoi 1400 metri, particolarmente freschi data la vicinanza con i ghiacciai malgrado il pazzo pazzo clima; deliziosi ristoranti e una bella mostra che ritrae i cittadini, alcuni con i costumi tipici.

Le foto sono di Giulia Bellezza, un nome un destino, e sono sparse per tutte le tre frazioni che costituiscono Macugnaga (il nome tradizionale è Zmakanà): e i ritratti risultano particolarmente affascinanti sotto il blu intenso del cielo, posizionati sulle facciate delle antiche case costruite con tecniche quasi dimenticate: legno le pareti, pietre spaccate i tetti, a sfidare la neve. Non perdete, se salite i 30 km di curve fra cascate, pinete e pareti di roccia, la visita alla miniera: un viaggio nel passato quando, qui, per estrarre l’oro, arrivavano anche da lontano; è una bella gita istruttiva anche per i bambini. In ogni frazione, poi, c’è un forno per il pane: una costruzione di pietra dove, in passato, la comunità cuoceva una sola volta all’anno il pane di segale per tutti, e dove oggi, in alcune date, si può prenotare un pane fragrante che ha davvero il sapore di quello di un tempo.

Infine, è bellissimo vedere la processione per la festa di San Bernardo, a Luglio, perché tutta la comunità Walser si veste a festa, le donne con gli storici costumi ricamati in oro, che vengono tramandati di generazione in generazione e gli abitanti si recano sotto il vecchio tiglio per far benedire ramponi e piccozze in una tradizione secolare. Il bellissimo corpetto del costume, antico di secoli, ha incantato la mia amica americana!

Se poi volete pranzare in Piemonte, ecco i miei consigli:

Un piccolo posto delizioso a Macugnaga: il ristorante Flizzi

a cena su un battello magico…

Che delizia questa Ustariola dal Tia a Briga!

 

 

a cura di ELENA MORA