Hamnet, nel nome del figlio: arriva su Sky una grande storia d’amore nel nome di Shakespeare

E’ un film molto intimo, questo Hamnet, Nel nome del figlio: intimo perché parla di un grande amore, quello di William Shakespeare per la moglie Anne Hathaway, e di una grande perdita, quella dell’unico figlio maschio.

Una storia che potrebbe essere, fino almeno alla metà, quella di una coppia qualunque: e diventa invece davvero speciale quando il dolore si trasforma in letteratura, in teatro.

LA STORIA: William e Agnes, ma anche qui si gioca sul suono delle lettere si conoscono e si innamorano. Probabilmente anche nella realtà il loro fu un amore osteggiato, poiché lui aveva 18 anni e lei otto di più: lei rimane incinta, si sposano e dalla loro unione felice nascono una bimba e due gemelli, Hamnet e Judith. Il legame fra i due fratelli è strettissimo, come spesso nel caso dei gemelli, e quando Judith si ammala, e mentre la madre cerca di strapparla alla morte con le sue capacità di grande conoscitrice delle erbe, Hamnet  si offre al posto suo, in un patto diretto con la morte. Agnes non riesce a sopportare la perdita, mentre William la elabora nello scrivere, e la morte di Hamnet diventa in qualche modo parte del dramma di Amleto (Hamnet è solo una diversa scrittura del nome Hamlet). Il film è straordinario nel rendere il rapporto fra i due, la diversa reazione al lutto, con una interpretazione da parte di Jessie Buckley che le è valso l’ìOscar come miglior attrice protagonista; ambienta la storia, che si svolge nel 1600, in mezzo alla natura, dipingendo Agnes come falconiera e guaritrice; e gioca con lo spettatore svelando il cognome, e quindi la identità del protagonista, solo oltre la metà del film. Come a sottolineare che si tratta di una storia qualunque, fino a un certo punto, di un amore qualsiasi di una qualunque famiglia: ma quando il dolore spezza l’incanto, e diventa letteratura, il film vola più alto che mai.

QUANTO C’è DI VERO: E’ vero che William e Agnes ebbero tre figli, di cui due gemelli; vero che il più piccolo, Hamnet, morì a undici anni – e potrebbe stato colpito dalla peste, come racconta il film, perché epidemie del genere erano frequenti in quegli anni in Inghilterra. Vero che al momento del matrimonio Agnes era incinta della primogenita Susanna. Vero che William visse a Londra per tre anni lasciando la moglie a occuparsi della famiglia e dei figli; ma certamente non era cosa straordinaria all’epoca. Sicuramente la esperienza del lutto ha portato Shakespeare a parlare di morte nei suoi drammi in maniera estremamente toccante: e sfiora spesso il confine fra la vita e la morte, evocando fantasmi.

PERCHE VEDERLO SU SKY:

1. Prima di tutto perché è un gran bel film;

2. perché la interpretazione dei protagonisti è a un livello straordinario; le scenografie e i colori eccezionali;

3. perché fa riflettere su realtà e fantasia, su vita vera e finzione e su come l’arte trasfigura i sentimenti, anche quelli più duri.

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a cura di ELENA MORA