Raccontare la storia di new York attraverso i cetriolini? fatto!

Vi sarebbe mai passato per la testa di raccontare la storia di una città attraverso i cetriolini sott’aceto?

La cosa è così bizzarra che quando ho visto questo libro, “The story of New York Pikles- The pickled city” lo ho subito ordinato. E, in effetti, ho scoperto che, sì, i sottaceti, cetrioli in testa, raccontano davvero la storia dei popoli, dei loro usi e costumi, dei loro spostamenti, dell’incrocio fra culture. La scultura di un cetriolo in terracotta è stata ritrovata in una tomba egizia del 2400 avanti Cristo; nel medioevo i monasteri hanno perfezionato le tecniche di conservazione delle verdure, diventate importantissime, anzi indispensabili per evitare lo scorbuto ai tempi delle grandi esplorazioni, all’epoca di Cristoforo Colombo per intenderci. Ma i  cetrioli sono stati anche un segnalatore delle devastazioni della guerra: i sottaceti scomparirono quasi del tutto ad Amsterdam dopo che la la follia nazista aveva ucciso la maggioranza degli ebrei della città, i principali produttori. A metà dell’Ottocento negli Usa la produzione di sottaceti, soprattutto cetrioli, diventa industriale: e nelle strade di New York appaiono i carrettoni che vendono quelle golosità a diversi gradi di acidità o dolcezza, diversa misura e prezzo. Nascono fortune e storie curiose: la fortuna del signor Heinz, i cui barattoli sono ancora sulle nostra tavole, che alla fine dell’Ottocento aveva coniato lo slogan “offriamo 57 varietà diverse”. E quella di Mindy Lichter, erede di tre generazioni di un carrettino alla fine degli anni settanta che dopo aver iniziato a studiare informatica, fra le poche donne in quegli anni, si è costruita una carriera di successo a Wall Street.

E quella di Will Katz, immigrante ebreo russo, il sui locale, Katz delikatessen, è diventato famoso per la scena di Harry ti presento Sally in cui Meg Ryan simula un orgasmo, tanto da convincere un’altra cliente… a ordinare quello che stava mangiando lei.

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a cura di ELENA MORA