Ci sono tre motivi fondamentali per andare a vedere Il diavolo veste Prada 2:
1) gli abiti, 2) gli abiti, 3) gli abiti.
Quelli sfoggiati dalle tre protagoniste, Miranda (Meryl Streep), Andy, (Anna Hathaway) ed Emily (Emily Blunt). Le ritroviamo, a vent’anni dal primo film (2006): Miranda è come sempre al comando della potente rivista di moda Runway, periodico che ha cambiato pelle ed è pesantemente minacciato dai cambiamenti , sociali ed economici, che stanno avvenendo nel mondo; il suo ruolo e la sua figura sembrano inscalfibili, ma… .
Andy, che è diventata una premiatissima giornalista di inchiesta, viene licenziata via whatsapp (il segno dei tempi) e si ritrova, fortunosamente, di nuovo a fianco di Miranda come responsabile dei contenuti giornalistici di Runway. Emily è la elegantissima responsabile nientemenoche di Dior ed è fidanzata con un potentissimo multimiliardario, ma progetta la sua vendetta contro Miranda, di cui era storica assistente, colpevole di averla fatta assumere da Dior per allontanarla da Runway. Sembra tutto uguale, in redazione, ma tutto è cambiato: le generazioni ai vertici della casa editrice, l’atteggiamento di Andy, non più succube di Miranda, e il potere di Emily. Insomma, la dura realtà della globalizzazione e dei nuovi media ha fatto irruzione nel mondo dorato e cristallizzato di Runway: cambiano i codici della moda, le logiche di spesa, i rapporti di forza.
Il diavolo veste Prada 2 è atteso come un must dalle milioni di donne che hanno amato il primo: e devo ammettere che temevo molto di rimanere delusa: non è stato così, anche perché è davvero interessante vedere le tre protagoniste a distanza di vent’anni; invecchiate ma non troppo, diverse nel loro cercare di rimanere fedeli a se stesse.
Ma c’è un motivo in più, per me, per suggerirvi di andare al cinema: alcune scene clou sono state girate nella mia amatissima Milano, alla Accademia di Brera, in piazza Duomo, in Galleria. E ne escono alcune istantanee di una città affascinante e bellissima, elegante e misteriosa, capace di incrociare passato, presente e futuro in sofisticata eleganza (anche se, lo ammetto, la cena di gala all’interno della sala dell’Ultima cena di Leonardo è stato effettivamente un po’ troppo!). Va detto che questo è, probabilmente, il film che colleziona più guest star per minuscole apparizioni: da Donatella Versace a Lady Gaga, da Brunello Cucinelli a Heidi Klum. Infine, attenzione: fra i tanti, meravigliosi abiti sfoggiati dalle protagoniste c’è un capo che prende il filo sin dall’inizio; Andy indossa, in versione gilet shabby chic, il maglioncino cilestrino tanto criticato da Miranda al loro primo incontro e che Meryl Streep ha citato in una sua importante intervista televisiva di lancio del film.
Altri suggerimenti di visione qui:
una love story tutta americana, ma quanta storia al suo interno!





