Che storia quella della Rinascente!

La Rinascente ha sempre avuto un grande fascino per me sin da bambina quando dalla provincia piemontese venivo nella grande città: il lusso, i colori, i rumori ma soprattutto… le scale mobili! Vorrei poter dire che il suo fascino è diminuito nel tempo, ma non è così: proprio in cima in cima a questo che definire Grande Magazzino è poco è stato presentato il libro Un milione di scale – Le ragazze della Rinascente scritto da Giacinta Cavagna di Gualdana e pubblicato da Neri Pozza.

E ovviamente, dopo un bellissimo incontro con l’autrice insieme con l’amica Gabriella Caruso, leader di Donne in corriera, come resistere alla tentazione di scendere le scale piano per piano, curiosare fra abiti e scarpe, lamentarsi un po’ dei prezzi, sognare tutto quello che ci saremmo comprate… Ma quello che io, colpevolmente, ignoravo, è che la storia della Rinascente è profondamente legata a quella della città, del suo core pulsante, piazza Duomo, ma anche del suo centro culturale d’eccellenza in quanto a economia, la università Bocconi.

Perché è stato Ferdinando Bocconi, colui che aveva creato Alle città d’Italia, il primo nucleo della Rinascente, a fondare nel 1902 la Universà commerciale che porta il nome di suo figlio, Luigi Bocconi, caduto nella battaglia di Adua.

Ma questa è solo una parte della storia che la Cavagna racconta attraverso tre personaggi: Bice, figlia di un magazziniere de Bocconi; sua figlia Eleonora e sua nipote Cristina: ripercorrendo di fatto la storia della Rinascente ma anche quella di Milano e dll’Italia dal 1889, anno in cui aprono i Magazzini d’Italia, fino alla fine degli anni 50. Anni di grandi successi e di momenti duri, come quello della morte di Luigi e dell’incendio che distrusse La Rinascente nella notte di Natale del 1918, a due settimane dalla inaugurazione in pompa magna alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

E riflettevo, dalla terrazza davanti alle guglie del Duomo, quanto questa chiesa rappresenti la città: con il duro lavoro, sembra dire, puoi toccare il cielo con un dito, come le sue guglie che da secoli proteggono la Madonnina che veglia su tutti noi. E la Rinascente, pronta a rinascere dalle sue ceneri ogni volta più grande ed elegante, è un esempio di resilienza un po’ come le vite dei protagonisti del libro di Giacinta: donne che attraversano difficoltà e fatiche, guerre e tribolazioni, ma anche incontri e gioie di cui, come insegna a Bice suo padre Pietro, va tenuta traccia. Per questo le regala un quaderno su cui segnare una cosa bella della giornata: una bella idea da copiare non credete?

Giacinta Cavagna di Gualdana

Un milione di scale . le ragazze della Rinascente

Neri Pozza

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