alla fine ho visto Buen Camino, il film di Checco Zalone

Buona ultima – pare che tutta Italia già lo avesse visto, ma comunque la mia sala a Milano era piena – sono andata finalmente a vedere Buen Camino, l’ultimo film di Checco Zalone.

Ma prima di tutto, prima di raccontare quello che mi ha divertito e quello che no, ammetto che ho riso. Zalone ha preso tutti i vezzi e i vizi di un super ricco e li ha immersi nel politicamente scorretto. Il risultato, comunque, fa ridere. E, alla fine, come con un Alberto Sordi 3.0, questo film parla di noi, dell’Italia anche se, e con panorami spettacolari, è ambientato in Spagna, fra paesaggi meravigliosi e suggestioni artistiche. Lui, il protagonista, per cui non si è nemmeno scomodato a cercare un nome, è ricco, ricchissimo. Sei Ferrari, uno stuolo di camerieri filippini che ballano al suo comando (e qui si è ispirato a Vacchi); villa spaziale in Sardegna con tanto di gigantesca piramide (che fa il verso alla villa Certosa di Berlusconi con il suo vulcano); zero cultura ma cento carte di credito prestigiose esibite in ogni occasione.

Checco nel film ha una sola figlia, Cristal (come lo champagne, afferma orgoglioso) che vive con la madre ex modella (una strepitosa Martina Colombari in versione cinquantenne sciupata) da cui si è separato perché il suo credo è che la sua dolce metà debba avere non più della metà dei suoi anni, ovvero 25. Il nuovo compagno dell’ex moglie è un ritratto perfido  dell’intellettuale impegnato, che fraseggia con paroloni di due righe e assomiglia in maniera impressionante a Gad Lerner. Ma Cristal, minorenne, scompare, causando scompiglio in famiglia proprio alla vigilia della discreta festa per il cinquantesimo compleanno di Checco (800 invitati e la piramide di cui sopra).

Denuncia, ricerche, ma è proprio il padre che scopre che la ragazza, in un momento di riflessione su di sé e sulla sua vita, ha iniziato il Camino di Santiago. Ed è infatti lei la voce narrante del film, anche se quando finalmente la vediamo, alla faccia della riflessione e della fuga da tutto, sta riprendendo con il cellulare ogni minuto del suo percorso.

Dove, ovviamente, la raggiunge Checco, convinto di riuscire a riportarla a casa.La accompagnerà, invece, riallacciando un legame con la figlia e trovando persino l’amore, ma…Straordinaria guida in questo percorso di riavvicinamento alla figlia è Alma, la attrice spagnola Beatriz Ajona, protagonista di uno dei colpi di scena finali, anche se decisamente “telefonato” con tanti piccoli indizi. Splendida la decisione di girare davvero lungo il percorso del camino: gli scenari spettacolari fanno da contraltare alla piccolezza del pensiero di Checco ma, nello stesso tempo, aprono a mano a mano la sua mente e la sua visione del mondo. Ne riemerge redento, non si sa per quanto: e il post finale con la ballata della prostata ci riporta all’inizio del film, cambiando in un secondo la temperatura emotiva della chiusura. Che dire? Zalone è un genio assoluto, il film fa ridere, tutto di battute scontate e di un intero campionario del politicamente scorretto. E, intanto, sbanca il botteghino e crea un record di spettatori ormai storico. Altri consigli di visione qui:

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a cura di ELENA MORA