che meraviglia una sera a teatro con Eliana Liotta e Michela Matteoli!

Posso davvero dire di aver passato una serata interessante con Eliana Liotta e Michela Matteoli: ma c’è di più. Andando verso il Piccolo teatro, diretta alla elegante sala dedicata a una grande attrice, Mariangela Melato, ho sfiorato la pietra che ricorda una straordinaria interprete, Ornella Vanoni, posizionata dal comune proprio davanti al teatro che porta il nome di uno dei suoi grandi amori, colui che l’ha lanciata in teatro, Giorgio Strehler. (Comune di Milano, please: lo so che le peonie erano appena sfiorite, ma tenere un po’ meglio quel praticello no?!?).

Ero molto incuriosita dal tema della performance teatrale: una lettura dei brani del libro La mente radiosa, scritto da Eliana Liotta e Michela Matteoli, grande divulgatrice la prima, ricercatrice di neuroscienze l’altra: e le mie aspettative erano alte, perché avevo molto apprezzato il libro precedente della Matteoli, La fioritura dei neuroni, uscito sempre per Sonzogno nella collana diretta dalla Liotta.

Ed è stata una serata straordinaria, con le due voci ad alternarsi, perfettamente a tempo, interrotte ogni tanto dalle note di Bach suonate dal violoncello di Giulia Pardi; tutte e tre illuminate da un cono di luce nel buio della sofisticatissima sala ristrutturata da Marco Zanuso. Il pubblico milanese, si sa, è piuttosto freddo, per cui le due autrici hanno iniziato immediatamente la lettura, citando studi scientifici e poesie, Emily Dickinson e Lev Tolstoj, Rodari e Neruda. Ma alla fine è esploso un applauso caldo e convinto che è durato parecchi minuti, con qualche timido “brave” (il massimo per una platea milanese chic). Ed è stato davvero interessante sentire la spiegazione del perché le idee sono davvero scintille, collegamenti elettrici fra i neuroni: ma anche come il cervello sia influenzato, e tanto, dal cibo e dalle abitudini; potete bene immaginare quanto sia interessante per me capire come rallentare l’invecchiamento e scongiurare, per quanto possibile i danni dell’età. Mi consolo con il fatto, ben spiegato dalle autrici, che il cervello è plastico, sa ricordare e dimenticare (anche se il mio sembra che si stia specializzando nel dimenticare…), sa rinnovarsi e lo fa a ogni stimolo, che sia imparare una poesia, leggere un libro, sorridere di qualche cosa.

Quindi sono stata doppiamente contenta del buonumore che mi ha creato vedere il ricordo fisico e concreto della indimenticabile e indimenticata Vanoni, ammirare la mia Milano che, in quella elegante  zona vicino al castello, al tramonto, sembrava quasi Parigi, e apprezzare il passaggio che i miei amici mi hanno voluto dare in taxi per non farmi tornare a casa da sola. Oltre che, ovviamente, della serata stimolante e piacevole, due cose non semplici da abbinare; ottima la presenza scenica delle due autrici, belle voci, bella musica (Bach).  Appena finisco il libro ve lo racconto. Intanto altri consigli di lettura qui:

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