Nobody’s girl: la autobiografia postuma di Virginia Giuffre

Fa decisamente impressione leggere questo “Nobody’s girl”, letteralmente la ragazza di nessuno, che è la autobiografia di Virginia Roberts Giuffre, la più famosa delle vittime del pedofilo Epstein. Soprattutto sapendo che lei, dopo una vita intera di abusi e mille tentativi di superarli, anche attraverso le cause per far incriminare i suoi violentatori, ha infine deciso di suicidarsi  il 25 aprile scorso.

Il libro, pubblicato in Italia da Bompiani, è stato scritto nel corso di 4 anni di incontri con la giornalista Amy Adams: e la sua prefazione , che io ho letto solo alla fine del libro (e vi consiglio di fare altrettanto) apre ancora nuovi orizzonti sulla sua vita di violenza, abusi, maltrattamenti, calunnie. Non a caso alla vigilia della uscita del libro, in cui Virginia ribadisce le accuse nei confronti del principe Andrea, il figlio prediletto della regina è stato di fatto costretto a rinunciare ai suoi titoli e le sue insegne sono state tolte dalle chiese reali. In più, negli stesso giorni è uscita una indiscrezione secondo cui Andrea aveva incaricato uno degli uomini della sua scorta di indagare sul passato di Virginia per poterla screditare come testimone.

In realtà la vita di Virginia è una sequenza costante di violenze e abusi: lei racconta di essere stata molestata dal padre quando era bambina e che lui e un amico si scambiassero le figlie; affidata a un centro di correzione, scappa e vive per strada, fra mille espedienti, fin a quando, mentre lavora come receptionist a Mar-a-lago (sì, proprio dove Trump ha la sua residenza privata) viene adescata da Ghislaine Maxwell, la compagna di Epstein, e introdotta nel giro del pedofilo.

Virginia è la vittima perfetta per la coppia: le ragazze adescate per il pedofilo dovevano vere un pessimo o inesistente rapporto con la famiglia, essere fragili, giovani o giovanissime, quindi perfettamente manipolabili. Nel suo libro Virginia racconta di come venisse impiegata per massaggi decisamente audaci, ma che sin dal primo giorno Epstein ha richiesto da lei un rapporto sessuale; di come venisse ceduta ad amici ricchi e potenti, fra cui scienziati, uomini politici, reali, e di come tutto venisse documentato in modo che Epstein potesse, un domani, ricattare quegli stessi uomini.

Lei è diventata la testimone e accusatrice principale del principe Andrea anche grazie a una foto che si era fatta scattare proprio nella casa newyorkese di Epstein, per avere un ricordo di quell’incontro. La causa con il principe si era chiusa con un risarcimento pare milionario e una clausola di segretezza: ma la sua testimonianza rimane e gli alibi e le contestazioni fornite dal principe vengono smentiti da Virginia in maniera decisa. La ragazza riesce in qualche modo a liberarsi dalla \dipendenza da Epstein e dalle droghe mentre è in Thailandia a seguire un corso per diventare massaggiatrice: perché era proprio questa la promessa che, anni prima, le avevano fatto Epstein e Ghislaine. Qui conosce quello che diventerà suo marito e da cui avrà tre figli: e proprio alla nascita della terzogenita, la prima femmina, decide che è necessario che la sua testimonianza aiuti a fermare le violenze di Epstein&co.

La parte finale del libro racconta quindi la battaglia legate, fra Australia, dove si era rifugiata, e gli Stati Uniti, dove viene chiamata a testimoniare; ma anche la discesa nel buio di depressione, paura per le minacce a lei e alla sua famiglia che la portano a tentare il suicidio un paio di volte fino alla ultima, in solitudine, nella sua fattoria australiana. Perché malgrado nel libro lei racconti  la storia della sua relazione con il marito come un amore perfetto, le ombre si allungano anche su questa ultima fase della sua esistenza, conclusa a soli 41 anni. Il libro, pubblicato da Bompiani, è uscito in contemporanea in tutto il mondo.

Virginia Robert Giuffre

Nobody’s Girl

Bompiani

 

 

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Che romanzo meraviglioso quello di Villa Necchi Campiglio!

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a cura di ELENA MORA