Manuale per signorine: un Bridgerton in salsa spagnola (e piccante…)

Ha tutti i colori dei bob bon, dai macaron ai marshmallow, questo Manuale per signorine disponibile su Nietflix: ma il prevalente, ovviamente, è il rosa in tutte le sue sfumature.

Le protagoniste sono infatti una chaperon, anzi la migliore della città, e le tre ragazze che le vengono affidate dal padre vedovo perché trovi loro un buon partito e ne garantisca l’onore e se non quello l’onorabilità. Di Elena Bianda, la dama di compagnia incaricata della caccia al marito, è anche la voce fuori campo che racconta la storia e commenta le immagini, a tratti rivolgendosi proprio alle telespettatrici (confido che di telespettatori maschi pochi resistano oltre la prima puntata). L’attrice è Nadia De Santiago, bella ma non troppo, decisamente brava, che realizza un personaggio credibile e moderno, custode di molti segreti suoi e delle ragazze che ha preso in custodia. Divertenti le figlie a lei affidate: la vivace Cristina, a caccia di un marito, innamorata dell’amore (e del sesso); Sara, il suo opposto: giudiziosa e responsabile, sogna di studiare medicina e diventare una dottoressa, sogni ovviamente contrastati duramente dal padre; infine Carlota, teen ager irrequieta e sempre pronta a scherzi e burle con un look da Mercoledì della omonima serie. Spumeggianti i dialoghi, orribili al punto da diventare affascinanti i costumi, pepate quanto basta le curve della trama: e se siete state delle fan di Bridgerton di certo vi divertirete in questa velata presa in giro che, però, ha un suo coté femminista lieve e frizzante quanto basta.

Manuale per signorine è la serie giusta per una maratona con le amiche: 8 episodi di 45 minuti fra pene d’amore, colpi di scena e qualche coprotagonista dal fascino latino decisamente centrato nel personaggio. Fra balli, feste, passeggiati, baci, sorrisi e lacrime ci si distrae e diverte, senza impegno; una curiosità: la sigla, molto carina, cambia di episodio in episodio legandosi alla trama. Da guardare rigorosamente con le amiche, magari in una serata piovosa e di malumore.

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