E’ davvero curioso che la ultima puntata di And Just Like That, la serie che conclude Sex And the City, sia dedicata alla solitudine. Dopo anni di relazioni, amicizie, matrimoni, amori e tradimenti, Carrie lascia le sue telespettatrici con un sapore dolceamaro.
Dolce perché nel giorno del ringraziamento consegna a ogni amica una torta (e solo alla fine scopriremo che fine hanno fatto quelle dolcissime fette) e amaro perché le riflessioni che accompagnano questo finale sono decisamente un po’ cupe. Troviamo Carrie che pranza da sola in un ristorante cinese (a proposito avete mai pranzato da sole? Lo avete fatto per scelta o per necessità? E’ sempre stata una cosa che mi ha incuriosito…) ma la cameriera, ormai sostituita da tablet per gli ordini e dai robot per la consegna dei piatti , fa sedere davanti a lei un pupazzo pomodoro: perché anche nel futuro più estremo una donna da sola beh, non sta bene al ristorante.
Come un pupazzo possa essere d’aiuto, non lo so proprio, ma certamente innesca una serie di riflessioni che Carrie e le sue amiche condividono sul matrimonio, sulle relazioni, su salute e malattia, su amore e convivenza e in fin dei conti anche sulla amicizia.

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C’è un lieto fine? Si e no. Ci sono comunque dialoghi brillanti, un abito bellissimo (che ha richiesto ovviamente lunghe riflessioni, essendo l’abito dell’addio) che cita il tutu degli inizi, ripreso anni dopo; tante torte e un po’ di m…, sì proprio quella che invade un bagno dopo un pranzo del ringraziamento che non è esattamente un successo. Infine, ci sono i nipotini: o meglio un nipotino in arrivo: tema di dibattito ma anche segno del passaggio a una fase nuova della vita. Tutto finisce e, improvvisamente, anche lo spin off di Sex and the City ci lascia. Ci sarà un S&TC per le nonne?








