La verità sull’omicidio di perugia secondo amanda knox
E’ decisamente interessante, almeno da un punto di vista televisivo quello The twisted tale of Amanda Knox, una fiction in 8 puntate disponibile, due a settimana, su Disney+.
Secondo il vocabolario Twisted tale va tradotto con racconto attorcigliato · contorto · contorta · avvitato · avvitata · nevrotico · squilibrato: se ne avessimo parlato du Diva e donna avremmo scritto “Amanda Knox – la sua verità”. Perché di questo si tratta, visto che la protagonista della brutta storia di cronaca di Perugia di quasi vent’anni fa , il brutale omicidio di una studentessa inglese, Meredith Kercher, è anche produttrice della serie tv insieme con un’altra donna molto discussa, Monica Lewinski, anche lei assurta agli onori della cronaca per una relazione decisamene intima con il presidente americano Clinton.
Nulla da dire sul prodotto televisivo, veloce nel racconto, sincopato nel montaggio, certamente in grado di catturare l’attenzione: e le due prime puntate, che iniziano presentandoci Amanda già moglie e madre, mentre arriva in Italia in una specie di viaggio della memoria, preoccupata di poter essere arrestata di nuovo, tornano però a quel giorno di novembre del 2007 quando, all’indomani di Halloween, la studentessa inglese viene trovata cadavere nella casa che condivideva con Amanda e altre due ragazze.
Pur nella versione a difesa di Amanda emergono subito alcuni punti oscuri della vicenda: di come lei non si fosse preoccupata del sangue che macchiava il bagno quando è entrata per fare una doccia, malgrado, per sua stessa ammissione, le coinquiline fossero molto rigide sulla pulizia. E molti sono i pregiudizi sottilmente inseriti sui personaggi italiani: fissati con religione e superstizione, violenti nell’interrogatorio fino a farle confessare un crimine mai commesso e incolpare Patrick Lubumba, per cui ha avuto una condanna per diffamazione, mentre Rudy Guedè, l’unico che, alla fine, è rimasto a scontare la sua pena per l’omicidio.
Mi è capitato di intervistare per Diva e donna Raffaele Sollecito: per la giustizia italiana non colpevole dell’omicidio, personaggio controverso, ventitreenne al momento dell’omicidio, quattro anni in carcere per l’accusa da cui è risultato assolto. Ingegnere informatico, è riuscito a ricostruirsi una vita doppio carcere e la laurea. Amanda ora è autrice e giornalista, e ha firmato due libri di successo: dal primo, Waiting to Be Heard: A Memoir , è stata tratta questa serie.