Ken Follett racconta la storia di Stonehenge

Il nuovo romanzo di Ken Follett ci porta nel 2500 Avanti Cristo per svelare il mistero di Stonehenge, l’imponente circolo di gigantesche pietre piantate in Inghilterra sicuramente diversi millenni fa.

L’origine di questo mastodontico monumento è da sempre discussa: le pietre, enormi e pesantissime, risultano prelevate a diverse decine di km di distanza; come siano state spostate senza strumenti sofisticati e motori di nessun genere è un grattacapo per gli scienziati, che pure hanno definito ormai con certezza l’epoca di costruzione.

In questo Il cerchio dei giorni (Mondadori, ben 700 pagine, 27 euro) Follett ricostruisce, è il caso di dirlo, l’origine e il senso di Stonehenge creando un intero mondo popolato di individui, tribù, regole e livello di conoscenza. Ipotizza un gruppo di sacerdotesse custodi fedeli di un sapere, quello matematico, ancora ignoto alla popolazione, incapace di contare oltre mani e piedi; ragazze e donne dedicate alla conoscenza della astronomia, del calendario e quindi dotate di un potere che le rendeva sacre più dei loro stessi voti. Ricrea la vita delle tribù: i coltivatori e i pastori, con abitudini, regimi alimentari e regole diverse; li racconta mentre attraversano anni di carestia, guerre e riti. Racconta di come persone del tutto comuni, ma animate da sogni più grandi di loro, riescano a realizzare, come di fatto è stato, opere gigantesche, superando ogni ostacolo, sociale, psicologico, tecnico. Ma anche di come vivono amori e lutti, sentimenti e paure proprio come noi oggi: le differenze sono solo nelle difficoltà incontrate, nella impossibilità di contrastare la furia degli elementi (ma la natura ci sta duramente insegnando che anche noi non siamo messi un gran che bene…) e nel genere di armi usate nelle guerre.

 

Forse è un po’ difficile seguire i tanti, tantissimi protagonisti, di generazione in generazione, che popolano pianure e boschi: mentre rimane come un fil rouge a cucire tutta la storia la bellissima e determinata sacerdotessa Joia, colei che riuscir a compiere una impresa impossibile creando, con l’aiuto di moltitudini, un monumento che ha attraversato i millenni. Mentre è davvero appassionante vedere le soluzioni tecniche che Follett ipotizza che siano state usate e probabilmente inventate per la mastodontica costruzione: ingegnose e perfette per una opera davvero incredibile.

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