E’ un romanzo la straordinaria vita di Anna Kuliscioff raccontata da Tiziana Ferrario nel libro “Anna K” pubblicato da Fuoriscena.
Con anni di studi e ricerche fra manoscritti, lettere e documenti, la Ferrario è riuscita a ricostruire il profilo di una donna incredibile, che ha attraversato una epoca e vissuto più esistenze, più amori, combattuto battaglie, subito delusioni, ma non ha mai smesso di credere, amare e lottare.
Il libro apre sulla scena del funerale di Anna Kuliscioff, a Milano, in un livido 31 dicembre del 1925, quando la sua bara, ornata da garofani rossi e violette, attraversa la città da piazza del Duomo, davanti alla sua casa, verso il cimitero Monumentale. Attorno a lei una folla composta e silenziosa, quella delle persone che aveva aiutato, da medico, da ginecologa, da attivista. Persone comuni e donne del popolo, politici e intellettuali, seguono il carro funebre trainato dai cavalli con grande attenzione: non bisogna dare modo ai fascisti di rovinare quello che è un doloroso, affettuoso addio ma anche, ovviamente, un atto politico. Non ci riusciranno, perché gli squadristi assalgono il corteo proprio davanti al cimitero, scatenando una zuffa e distruggendo le tante corone e mazzi di fiori inviate per onorarla e ringraziarla; e sembra proprio che tutte le battaglie di Anna siano state vane. Non c’è il voto alle donne, per cui aveva tanto lottato; non c’è il socialismo che con il suo compagno Filippo Turati aveva fondato; non c’è la pace per cui si è tanto impegnata.

L’autrice riprende poi il racconto dal 1912: Da un incontro con un giovane Mussolini, apparentemente devoto e disponibile; da uno con l’amica la stilista Rosa Genoni, anche lei impegnata pacifista che non accetterà mai di prendere la tessera del fascismo, a costo di perdere la possibilità di insegnare. Segue il tenero rapporto che lega Anna alla figlia Andreina, così diversa da lei, giovane sposa innamorata, con 5 figli, tanto religiosa quanto per la madre l’impegno sociale è una religione. Condividiamo il suo dolore e la sua impotenza, da genitore e medico, nel vedere spegnersi il genero, amatissimo marito di Andreina. Sentiamo il clima di quegli anni, l’attesa di una guerra che sembra inevitabile, una società sempre più divisa: e sembra davvero a un secolo di distanza, di vivere l’oggi.

Accanto ai personaggi reali, la Kuliscioff, Turati, Rosa Genoni, Margherita Sarfatti, artisti come Balla e Marinetti, Mussolini , si muovono altre coprotagoniste, personaggi creati dalla fantasia di Tiziana ma ispirati alle vere vite delle donne di quegli anni: le prostitute costrette in condizione di quasi schiavitù quando devono pagare il loro debito, spedite d’autorità in prima linea per sollevare il morale dei soldati – una storia orrida e veramente poco raccontata, talmente è squallida e disumana; donne preoccupate perchè i loro uomini o i loro figli erano destinati al fronte e, spesso, a non tornare più a casa.
Ed è stata bellissima la presentazione alla libreria Rizzoli di Milano, con Agnese Pini, direttrice di quotidiani come Il giorno, La nazione, il resto del Carlino; Marina Cattaneo della Fondazione Kuliscioff, e la partecipazione straordinaria della nipote di Rosa Genoni e della pronipote di Anna Kuliscioff.
Tiziana Ferrario
Anna K,
il romanzo della straordinaria vita di Anna Kuliscioff
Fuori scena
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