Downton Abbey il gran finale (o, meglio, il lieto fine per tutti)

Che dire della terza puntata cinematografica di Downton Abbey? Che è decisamente un gran finale, come recita il titolo. Ma anche che la vera saga di Downton Abbey in realtà era decisamente chiusa un film fa con l’uscita di scena della indimenticata Lady Violet a cui questa ultima pellicola è dedicata, con un piccolo cameo (intelligenza artificiale?) sui titoli di coda. In ogni caso, se state cercando un film da vedere nel week end, questo è per voi. 

Perché è un finale che accontenta i fan con dolcissimi lieto fine; con gli abiti strepitosi; con qualche battuta qua e là – lady Violet è ahimè insostituibile. Che inanella uno scandalo, un pizzico di sesso, un ricatto, un malfattore, una cena sontuosa con ospiti importanti, e tanti, tanti sentimenti, in genere buoni, in una conclusione dolceamara.

Perché siamo nel 1930, il crollo del Ventinove e un truffatore che ha ingannato il fratello hanno gravemente danneggiato le finanze di Cora, Downton è di nuovo in pericolo e la sua nuova regina, Lady Mary, è un paria per la società a causa del suo divorzio. Sembra qui di sentire un leggero retrogusto storico, una eco della vicenda di Wallis Simpson, la divorziata rifiutata a corte: il sovrano che per lei abdicò, Edoardo VIII, scandalizzò il mondo nel 1936, ma la vicenda era nota  da tempo fra la nobiltà che, da divorziata, la ostracizzava.

Un gran finale delicato, con Lord e Lady Grantham che si avviano verso il tramonto negli ultimi momenti, lasciando la magione e il potere nelle mani di Lady Mary sempre più bella e determinata (anche se a tratti decisamente imprudente).

E in effetti siamo tutti un po’ invecchiati insieme, noi spettatori e Downton Abbey: la prima serie era andata in onda nel 2010, ben quindici anni fa. Ed è quindi più che normale che gli eroi della saga che si avviano mano nella mano verso una nuova vita siano decisamente agées e dimostrino anche la loro età, piacevolmente, così come noi. E così come il pubblico: non ho nemmeno dovuto controllare sul biglietto in quale  sala  veniva proiettato, qui a Milano, perché mi è bastato seguire la fila di signore dai capelli bianchi che vi si recavano in fila da formichine decise a godersi un paio d’ore di svago.

E’ un addio elegante, con abiti davvero straordinari; sereno, perché persino le due sorelle per una volta non bisticciano ma si sostengono a vicenda; nostalgico, perché nella scena dell’addio rivediamo tutti ma proprio tutti i personaggi della serie; dolce, perché, come detto, c’è un lieto fine per tutte le coppie, etero e non, che abbiamo incontrato in tutti questi 15 anni. E vi lascio, consigliandovelo caldamente, con una delle più belle battute del film: quando Lady Mary accompagna Lord Grantham a visitare l’appartamento che, a Londra, dovrebbe sostituire la loro sontuosa magione che causa debiti deve essere messa in vendita, il suo commento è: “dunque un appartamento è questo: una specie di millefoglie di casa farcita nei suoi strati da famiglie rumorose”.

E se vi va di vedere qualcosa del genere vi invito qui:

Nonnas su Netflix: leggero e divertente

Due ore di relax: downton Abbey

Addio a Maggie smith la meravigliosa lady Violet di downtown abbey