Era da tanto che cercavamo di prenotare il mitico trenino del foliage: un affascinante piccolo treno che attraversa, come recita il suo nome, Centovalli, da Domodossola a Locarno. Finalmente, grazie a una delle mie cugine, ci siamo riusciti e un giovedì mattina (lungo il week end è davvero difficilissimo trovare posti) siamo partiti in una meravigliosa mattina di sole da Domodossola. Il trenino è piccolo, ma comodo: grandi finestre che arrivano fino al soffitto permettono di ammirare il panorama che è, davvero, molto, molto affascinante; 83 poni, di cui alcuni altissimi, altri con il tipico arco romano, e 31 gallerie. Il trenino delle meraviglie sale lentamente attraverso boschi e gole, affacciandosi su orridi in cui la vista quasi si perde; il panorama poi si apre sulla grande vallata di Santa Maria Maggiore (se non la conoscete vi conviene prevedere una sosta qui, fra prati e passeggiate). Si inoltra poi fra cascate e fattorie, si sbirciano mucche e capre, caprioli e cervi, si ammirano laghetti, piccole chiese e imponenti santuari. Un messaggino dal fido telefonico avvisa che siamo arrivati in Svizzera: il panorama non sembra cambiato, e ci si continua a sentire all’interno di un libro di fiabe, di quelli che le pagine che si aprono a creare colline, montagne e castelli. La bandiera bianca e rossa e una costruzione decisamente d’altri tempi segna il confine fisico e politico fra Italia e confederazione elvetica, mentre veniamo accompagnati in discesa verso il lago fra corone di montagne che, per nostra fortuna, sono da poco innevate.
Un pizzico di magia in più fra una meraviglia di colori delle foglie che, se ancora non sono il rosso delle fiammate da pieno autunno, sono di tutte le sfumature fra da tutti i verdi del pantone fino all’oro e al rame. Un incanto. Siamo andati a scoprire l’estrema parte del Lago Maggiore, che siamo tanto abituati a vedere da Arona, Lesa o Stresa: da quasi vede solo una piccola isola, mentre nell’acqua si specchiano grandi alberghi e, ovviamente, i palazzi delle banche.
Grazie al consiglio di una amica siamo saliti con la cremagliera fino alla madonna del Sasso da cui, in una giornata come la nostra il panorama è incredibile; da lì si può salire ancora più in alto con una funivia, ma volevamo anche girare la città, quindi abbiamo rimandato alla prossima visita. Un pranzetto veloce in un piccolo ristorante tipico poi siamo scesi sul lungolago dove ci siamo goduti un gelato delizioso e un assaggio della mitica cioccolata svizzera da Laderach.
Poi, con calma, ci siamo avviati alla stazione dove siamo risaliti sul treno del ritorno. Il bello dei viaggi su rotaia, soprattutto se durano due ore, è che si possono incontrare persone interessanti: una coppia di amici arrivati dal Veneto, marito e moglie approdati qui fin da Tirana, accompagnati da un super pacifico cagnolino. Per prenotare – ed è assolutamente necessario – bisogna andare qui: https://www.vigezzinacentovalli.com/
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