Vacanze romane per Emily (Lily Collins): in realtà parecchio più di una vacanza perché la protagonista della serie su Netlix viene nominata responsabile della sede romana della sua agenzia di comunicazione.
Emily in Paris, alla sua quinta edizione, torna a divertire come negli strepitosi inizi. Perché se nella prima serie il gioco era il conflitto fra la super professionale e superimpegnata americana con il savoir vivre dei francesi, il gioco torna divertente qui, con la americana ammorbidita ma sempre perplessa nei giochi, soprattutto di relazioni, degli italiani. Che, secondo gli sceneggiatori della serie, se invitano per una cena con tartufo ti portano prima nei boschi a cercarlo con tanto di cane e bastone (e pazienza se Emily indossa un paio di costosissimi sandali di velluto); mentre la scena è dominata da una divertente nobile al verde, la Principessa Jane, interpretata da Minnie Driver, che conosce tutti lettera per lettera “dalla Fiat alla Fendi” e da Mindy, la amica di sempre: la relazione con lei diventa quasi più importante di quelle con gli uomini, e questo elogio dell’amicizia femminile è sempre una bella cosa, un bel messaggio da vedere in tv. Certo, pregiudizi e preconcetti la fanno da padrone (ma basta guardare Jay Kelly per riposizionare questa serie).
Bella la Roma delle prime puntate, un po’ meno banale e solita della incursione nelle serie precedenti, ma già ci avvertono che si tornerà a Parigi prima del gran finale a Venezia; una capitale dalle terrazze e dai palazzi stupendi, la dolce vita romana fra affascinanti registi (Raoul Bova) e nobili spiantati. Infine, ma ovviamente non ultima, la moda: Emily è una serie da guardare anche e soprattutto per gli abiti, straordinari e visionari come sempre. Una gioia per gli occhi!
E una delle mise più belle è quella indossata per l’evento a Solitano, un meraviglioso completo di abito e kimono dell’italianissimo Antonio Marras
che la stessa Lily dichiara essere uno dei suoi capi preferiti di tutta la serie.
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