un albero, quattro racconti: il cedro del libano di Raffaella Romagnolo

Amo moltissimo Raffaella Romagnolo, i suoi romanzi sono appassionanti e documentati, Di luce propria e Destino i miei preferiti: ora è nelle librerie con quattro racconti intensi e super differenti fra loro, per le edizioni Aboca: Il cedro del Libano.

Sì, perché il filo conduttore fra i racconti che non potrebbero essere più distanti per protagonisti, epoca e tema è un albero: il cedro del Libano, appunto.

Foreste nel primo, dove seguiamo una ragazza in fuga da un matrimonio combinato, a seguire un amore o un sogno nel bosco; un singolo, prezioso esemplare nel secondo: e siamo nella Toscana di fine settecento, dove conosciamo un botanico alla corte del granduca; torniamo nella sua regione, il Piemonte, fra i colli del Barolo, per incontrare una vedova che ha deciso di tranciare alla base il grande albero curioso regalo di nozze del marito; infine, andiamo addirittura nel futuro, dopo la grande catastrofe che ha reso inabitabile la terra (futuro?), in cerca di ossigeno…

Un libro davvero particolare. Protagonisti di cui ci si innamora alle prime parole o lentamente, dopo qualche pagina; una operazione davvero interessante per capire quanto le piante siano parte della nostra vita, guida o respiro, simboli o compagni di viaggio.

E non è difficile capire, leggendola, come mai i suoi libri siano tradotti in sette lingue e distribuiti ovunque: perché parla di vita e di morte, di scelte e destini, di ricordi e sogni per il futuro.

RAFFAELLA ROMAGNOLO

IL CEDRO DEL LIBANO

ABOCA EDIZIONI 

128 PAGINE, 15 EURO