The gentleman non è davvero un gentleman verso l’Italia…

Ha fatto molto parlare di sé The gentleman, telefilm diretto e scritto dall’ex marito di Madonna, Guy Ritchie, per una ipotetica partecipazione di Megan Markle alla terza serie. Intanto, però, su Netflix è approdata la seconda stagione della serie che racconta le alterne vicende di un gentiluomo inglese che, dopo aver ereditato titolo e una strepitosa tenuta, scopre che all’interno veniva coltivata mariuana e decide di farne un commercio internazionale per mantenere i suoi costosi possedimenti. Mi aveva molto divertita la prima serie e quindi aspettavo seconda con particolare interesse anche perché alcune riprese sono state girate sul Lago Maggiore, fra Verbania e Stresa, luoghi che ho molto nel cuore avendo studiato ad Arona. Così ho impugnato il telecomando e mi sono messa sul divano pronta a gustarmi il mio bel lago (uno dei, con il lago d’Orta, ovviamente).

Belle le immagini, davvero, con le isole Borromee sullo sfondo; bella la villa in cui Il protagonista, Theo James, un impeccabile Eddie, approda nel suo primo viaggio in Italia: peccato, però, che il tutto sia infarcito dei peggiori pregiudizi sugli italiani: c’è il mafioso, un bravo Castellitto, c’è l’affarista pasticcione, maleducato e volgare; la rampolla di nobile famiglia disposta a tutto (una bellissima Benedetta Porcaroli). Insomma, spaghetti, mafia e mandolino persino in Piemonte o a Milano. Che non è detto che non ci siano, per carità, ma certamente non hanno più l’aspetto di un Corleone d’antan. Solo una citazione? In effetti i due fratelli ricordano un po’ Michael e Fredo proprio del Padrino: e gli sviluppi della serie portano a somiglianze sempre più evidenti. E’ la fiction, bellezza! Certo, no manca l’ironia, il gusto della provocazione. Peccato però perché dopo la Milano patinata e luccicante di Il diavolo veste Prada 2 dispiace vedere gli italiani presentati sempre solo con i peggiori stereotipi. Altri consigli di serie da vedere:

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a cura di ELENA MORA