le cartoline, che nostalgia! Un ricordo in bianco e nero…

Nel mio ultimo viaggio, poco prima di partire, ho avuto un sussulto: le cartoline, non avevo comprato, scritto e inviato le cartoline! Poi mi sono fermata immediatamente sul posto con, lo confesso, una fitta al cuore: erano anni che non inviavo cartoline e soprattutto, non avevo più nessuno a cui inviarle. Non la mia nonna, che si gustava tutte quelle vedute colorate che riceveva dalle sue nipoti; non mia mamma, a cui mia figlia miniava messaggi in una scrittura sempre più chiara mano a mano che aumentavano gli anni (ora è la mia a diventare meno chiara mano a mano che aumentano gli anni…). La cartolina, negli anni del boom italiano, era un must: la dimostrazione che si era andati in vacanza, in un posto più o meno bello, ma illustrato al meglio, nei casi più cheap con tanti riquadri e le “scritte saluti da…” o, peggio, “A xxx andai e a te pensai”.

Centinaia di milioni di rettangoli di cartone formato 15 per dieci invadevano le cassette delle case di città e provincia: un obbligo quello di ricordarsi di tutti, trovare qualche parola gentile per ciascuno, se possibile; e mi ricordo una amica di mia mamma, la mitica Lice che, super professionale, stampava gli indirizzi su un foglio per poi ritagliarli e incollarli alle numerose cartoline per ottimizzare il tempo ed evitare dimenticanze.

Accanto alle cartoline, che i miei hanno ovviamente conservato anche nella speranza che i francobolli potessero diventare in qualche modo col passare del tempo preziosi, svuotando le case ho trovato anche le lettere di posta aerea: ve le ricordate quelle buste sottili, dal bordo in tricolore, che custodivano fogli talmente leggeri che la scrittura passava da una parte all’altra. Prezioso, sottile, è il caso di dirlo, legame con quella parte della famiglia che aveva dovuto lasciare l’Italia, in genere agli inizi del secolo, per cercare lavoro, fortuna, opportunità in quegli Stati Uniti che erano visti come il luogo del sogno americano, della abbondanza. Più fitte nei primi anni, sempre meno frequenti nel passare del tempo e delle generazioni: sostituite da telegrammi per notizie urgenti, pochi, e da mail elettroniche da qualche decennio, a loro volta cancellate da sms e whatsapp, super comodi, questo ultimi, per aggiornamenti su nuove nascite con tanto di foto di bebè, magari in tenuta da cowboy.

a cura di ELENA MORA