affittare un abito come ha fatto Kate? Si può…

 Nella sua tournée negli Usa Katherine splende in verde (il tema della serata era l’ecologia) con un abito… in affitto! Che cosa c’è di più ecologico? Ed economico?
Certo, lei lo indossa con un un collier di verdi smeraldi da 15 milioni di euro, ma non si può avere tutto nella vita. Se però volete seguire il suo esempio, ecco quello che ho scoperto sull’affitto di abiti e perché lo consigliavo (ben prima di Katerine…).

Chi di voi non ha guardato sconsolata nell’armadio quel vestito elegante e costoso usato una sola, singola volta?

Chi non sogna di festeggiare Natale o Capodanno con un vestito nuovo, magari sofisticato ed elegante, anche se non ancora non siamo del tutto certe se e dove e con chi lo potremo sfoggiare?

 

E chi non vorrebbe poter aprire la cabina armadio di Sex and the City e scegliere fra decine e decine di capi costosi, scarpe e borse da abbinare? Senza, ovviamente, spendere i capitali richiesti ma semplicemente affittando per quel giorno, quell’occasione, un abito da favola… Ora si può. Sia perché stanno nascendo anche in Italia le realtà imprenditoriali che lo permettono, sia perché i mesi del lockdown, e una nuova sensibilità per l’ambiente ci stanno convincendo che la soluzione non è (più) comprare, consumare, buttare. Anche da noi, come da tempo negli Usa, è ora possibile infatti prendere un abito in affitto per una festa o un incontro di lavoro importante, per sentirsi principesse o donne d’affari; o, addirittura, per festeggiare il sì come le dive, sfoggiando diversi abiti a seconda del momento e dell’umore.

L’armadio condiviso

“E’ un fenomeno che ultimamente ha super risonanza perché hanno iniziato a parlarne marchi prestigiosi” spiega Caterina Maestro, fondatrice di Dress You Can, uno dei primi “marchi” italiano di noleggio di abiti. “Noi abbiamo iniziato nel 2014, quando digitando online “noleggio abiti” si trovavano soltanto i costumi di carnevale. Oggi, per fortuna, si è diffuso il concetto di sharing, di condivisione, sia per gli uffici che per le auto, le biciclette: l’ultima cosa che è stata impattata da questo è stato l’armadio femminile. Ma già nel 2019 cominciava ad affermarsi l’idea di noleggio di un capo o di una intera mise soprattutto legati alle grandi occasioni, il matrimonio, il 18esimo, la festa dei 40 anni magari a tema, tutte i casi in cui c’è un dress code che si sa che verrà utilizzato solo una volta. Le clienti di abiti a noleggio hanno età variabile fra i 16 e i 55/60 anni: dalle teen ager portate dalle mamme per le feste dei diciottesimi, sempre più in voga, alle signore che magari si trovano con un guardaroba pieno di vestiti ma niente che serva a quella specifica occasione”. Già, ma come funziona?

Quanto costa?

“Noi siamo a Milano, spiega la Maestro, quindi la cliente può venirlo a scegliere nell’atelier ma anche andando sul sito online www.dressyoucan.com: l’abito viene affittato per 4 giorni, dopo di che ci viene rispedito. Noi ci occupiamo di tutto, spedizione, sanificazione, assicurazione per eventuali danni. Nel prezzo del noleggio è compresa la possibilità di avere l’orlo su misura mentre la assicurazione, che costa 5 euro, copre da qualsiasi tipo di incidente, la macchia, l’orlo scucito, la paillette persa; questo fino a che il vestito può essere riutilizzato; se invece non è salvabile c’è la penale che non è il valore del vestito ma tre volte il prezzo di noleggio, molto inferiore al prezzo del capo”. E veniamo al prezzo del noleggio. “La tariffa del noleggio di un abito è tra i 79 e 149 euro per 4 giorni; poi possiamo offrire un outfit completo, con le scarpe le borse abbinate. Si possono prendere fino a 4 capi in prova per 25 euro, e se uno di quegli abiti viene affittato l’anticipo viene scalato. Ma c’è anche la possibilità di offrire un proprio capo per darlo in affitto: va lasciato per almeno sei mesi e si può guadagnare il 40% del prezzo del noleggio, ovviamente per ogni volta che l’abito viene richiesto, mentre rimane sempre a disposizione della proprietaria tranne quando è fuori per una cliente”. Ma altri stilisti importanti, come vedremo, stanno proponendo collezioni ad hoc o pezzi iconici del marchio.

Tre abiti per un sì

E chi non vorrebbe, invece, festeggiare il suo matrimonio come Chiara Ferragni o Paris Hilton sfoggiando un abito virginale per la cerimonia, uno supersexy per la festa e magari uno un po’ pazzo per far mattina con gli amici? D’altra parte persino la fresca moglie del primo ministro inglese, Boris Johnson, per il suo sì, di risonanza mondiale e celebrato nella cattedrale di Westminster, ha affittato per 53 euro il suo abito che, acquistato, ne sarebbe costato quasi 3.500.

“Il settore degli abiti nuziali ha avuto proprio una enorme spinta post covid”, spiega la manager di Dress You can, “perché fra aperture e chiusure, paura del contagio e regole da seguire, i matrimoni venivano programmati, rimandati e riorganizzati appena possibile e, di conseguenza, le feste ridotte al minimo oppure organizzate all’ultimo momento. Un abito da sposa, che acquistato costa sempre migliaia di euro, in affitto parte dai 399 e arriva ai 599; in questo caso però serve una prova ed è sempre compresa la sartoria perché, ovviamente, la sposa deve essere perfetta. In particolare abbiamo abiti su misura per le curvy, perché è un settore in cui è più difficile trovare capi.

Ovviamente abbiamo inserito l’abbigliamento per i paggetti, la mamma della sposa, le damigelle con gli abiti uguali scelti dalla sposa, usanza americana sempre più diffusa. Mentre il noleggio standard è spesso di signore che vogliono concedersi un abito in più, nel settore sposa tantissime puntano proprio ai tre capi per una cerimonia, per passare da accollate a scollatissime. Un mondo a sé, con la prova magari con la famiglia, quasi una festa, l’abito per l’addio al nubitato a tema”.

Vestirsi come Madonna? Si può fare!

La tendenza, ovviamente, non è sfuggita alle grandi case, tanto che da poco anche marchi importanti propongono capi per il noleggio: in Italia Twinset è stato il primo mentre Jean Paul Gaultier ha da poche settimane deciso di proporre a noleggio alcuni dei suoi capi storici: qui i prezzi salgono, e vanno da 150 euro per una sciarpa ai 700 per un abito da sera; e sarà possibile persino noleggiare il celebre Bra dress indossato da Madonna. Su Pleasedontbuy.com si trovano le proposte di Twinset, dove si può noleggiare a 90 euro un abito il cui valore supera i duemila, ma il noleggio parte da un minimo di 40 euro. Infine, ma per ora solo negli Usa, Ralph Lauren propone addirittura un abbonamento mensile: per 125 dollari al mese si può comporre il proprio guardaroba ideale e riceverne 4 capi per volta; quando viene reso un kit ne viene inviato un altro; se la cliente scopre poi di volerli tenere, gli abiti vengono proposti in acquisto con uno sconto del 33%. Un buon affare, anche perché c’è la certezza che quel capo è quello giusto. Ma anche a livello mondiale l’affitto di abiti viene considerato un business del futuro; secondo una ricerca di Allied Market Research il noleggio di abiti di marca arriverà a 1,7 miliardi di euro nel 2023. E, parlando di numeri, la scelta oltre che economica è anche ecologica, dato che si calcola che l’usa e getta, nella moda, contribuisca all’inquinamento più del trasporto marittimo ed aereo insieme fino ad arrivare fra il 2 e l’8% delle emissioni totali (dati UNECE). Un alibi perfetto per uno shopping eco-sostenibile…

a cura di ELENA MORA