Io sono una grande appassionata delle serie in costume e quindi mi sono buttata su questa The Great, ovvero la storia di Caterina la Grande, interpretata da Elle Fanning e Nicholas Hoult e disponibile su Netflix.
Il gioco di quanto sia molto liberamente ispirato alla vera storia della imperatrice di Russia è evidente sin dal titolo, che si dichiara “occasionalmente ispirato a una storia vera”. L’ingrediente principale di questa serie in dieci episodi, oltre alla Storia, quella con la maiuscola, è la ironia. Che gioca con la figura dell’imperatore Pietro, ossessionato dalle donne, dalla vodka, dalle battaglie e dalla figura del padre, quel Pietro il grande che incombe su di lui come un irraggiungibile modello. La sua dolce e ingenua (all’inizio) moglie, una grandissima Elle Fanning, cerca di barcamenarsi fra le insidie della corte, le minacce del marito e le trappole che le tende l’arcivescovo, ma è ben decisa a prendersi il potere assoluto eliminando il fastidioso marito: per il bene, ovviamente, della Russia.
La traccia della storia è quella vera, con l’imperatore messo fuori gioco e la presa del potere da parte della imperatrice Caterina lei, sì, la grande: ma la Russia del diciassettesimo secolo è rappresentata con toni attuali e battute imperdibili; l’imperatrice come una donna moderna e disinibita, decisamente troppo per gli standard dell’epoca malgrado sia stata una innovatrice in ogni campo – si era fatta vaccinare per i vaiolo e voleva che lo facessero tutti i sudditi – e libera dal punto di vista delle relazioni, molte le storie dei suoi amanti scelti per amore o per potere. Una sovrana e una donna in anticipo sui tempi… Da segnalare nella seconda serie (sì, sto continuando a vederla malgrado tutto…) una strepitosa Gillian Anderson che cesella il personaggio della madre di Caterina: volitiva e determinata, caustica quanto basta…
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