Sabato pomeriggio, se siete in zona Lago Maggiore, vi aspetto alle 18 a Lesa, nella bella sala consiliare affacciata sul lago, per un incontro davvero interessante: con Elvira Serra che presenta il suo ultimo libro ambientato proprio su uno dei nostri laghi, sull’isola di San Giulio.
E’ un giallo intricato, senza vittima ne’ assassino, questo Le voci di via del silenzio, di Elvira Serra, edito da Solferino. Un romanzo che mi ha subito intrigato quando ho scoperto che non solo aveva una lunga parte ambientata a Orta, e per la precisione sull’isola di San Giulio, e per maggior precisione ancora proprio all’interno del monastero di clausura che si alza, come un palazzo, in mezzo all’isola.
Un luogo che mi ha molto affascinato, da sempre: per l’aria di mistero che lo circonda, per la magia del lago, perché sembra davvero difficile comprendere come si possa decidere di lasciare dipanare la propria vita in un convento, in preghiera, lontane da tutto e da tutti. Ma la magia deve aver contagiato Elvira Serra che, dopo aver passato 36 ore “al freddo, come dice, ma scaldata dal calore della comunità religiosa” per scrivere un articolo per il corriere della sera, ha deciso di ambientarvi un intero romanzo.
Un vero e proprio giallo, di cui è davvero difficile immaginare la soluzione (e risoluzione) che intreccia le storie di due giornalisti, in tempi diversi: Luca, firma di podcast di successo, arrivato al convento per una intervista con la madre badessa, e Giulia, giovane e rampante inviata, giramondo per scelta, decisa a vivere e raccontare gli eventi più importanti di cronaca e storia. Le due vicende sembrano non avere nulla in comune, tranne la professione e la passione per quel lavoro, fino a che…








