Magica Villa Necchi Campiglio! E c’è’ anche uno sconto segreto..

In pieno centro di Milano c’è un guardino incantato in cui dorme una splendida villa che sembra in attesa di essere riportata alla vita. La bella addormentata è villa Necchi Campiglio, una costruzione anni Trenta protetta e curata dal FAI, il Fondo Italiano per l’Ambiente, a cui è stata donata dalla famiglia di produttori delle famose macchine per cucire, rimasti senza eredi, alla morte dell’ultima delle due sorelle.

 

Ed è una storia bellissima quella di questa casa, le cui stanze sembrano in attesa di essere risvegliate da un minuto all’altro: ci si aspetta che la guardarobiera si alzi dal suo spartano lettino per dare l’ultimo tocco alle amiche di Angelo Campigli spazzolare le giacche del padrone di casa e arieggiare le stole di volpe di moglie e cognata; mentre sotto, nel piano interrato delle cucine, si preparano tazze e teiere per la colazione, da servire magari a lato piscina.

Perché questa magione straordinaria, 4 piani di 300 metri quadri l’uno, è un unicum nella architettura milanese: sia perché è stata la prima ad avere una piscina privata in città, sia perché la famiglia aveva chiesto all’architetto più in voga del momento non solo di disegnare la casa, ma anche tutti gli arredi interni.

Peccato che poi quel tipo di mobili modernisti e modernissimi – qualcuno me lo sarei portato pure a casa subito anche io – alla fine non piacesse del tutto alle due sorelle, Nedda e Gigina: che hanno deciso di sostituire letti, tavole e poltrone con arredi di antiquariato, genere settecento francese. Il 1939 e la guerra hanno impedito il loro progetto di risistemazione della villa a soli 3 anni dalla consegna, ma il piano è stato poi attuato, non senza qualche difficoltà, alla fine del conflitto. Anche perché, purtroppo, mentre la famiglia era sfollata per paura dei bombardamenti, la villa è stata requisita e trasformata prima nella residenza di Pavolini, segretario del fascio, e poi nella sede del comando nazista di Milano; residenti certo poco attenti alla cura delle raffinate rifiniture delle stanze.

E, come racconta anche Lucia Cimini nel suo Finché tutto splende – il romanzo di villa Necchi Campiglio (fra poco la mia recensione, Rizzoli editore) sembra che gli occupanti avessero dimenticato documenti importanti che certificavano come tanti italiani fossero compromessi con gli occupanti: documenti che la famiglia pare abbia scelto di distruggere, dopo un consulto con il parroco, per evitare di versare benzina sul fuoco sulla guerra civile che si era appena conclusa nel nostro Paese.

Ma tornando alla villa, è estremamente divertente notare come alcuni dei mobili originali, in stile razionalista, non abbiano potuto essere sostituiti, e per fortuna! Perchè sono perfettamente integrati con la casa, armadi, scrivanie, tavoli da gioco, nelle loro linee pulite ed essenziali, mentre le aggiunte francesi, con letti a baldacchino importanti e impegnativi, comò super decorati, stridono con le linee nette della costruzione.  Che dire? Una visita a Villa Necchi Campiglio è un viaggio nel tempo, cento anni fa, alla vigilia di una guerra mondiale: ma anche un viaggio all’interno di una casa vera e propria, per comprendere come vivessero in quegli anni le famiglie della borghesia milanese; sfarzo misurato, gusto straordinario, la capacità di affidarsi ad artisti come Piero Portaluppi, anche a costo di discutere poi e modificare il progetto originario. Dimenticavo: la casa disponeva, oltre alla piscina riscaldata, di un ascensore, di una sala cinema, un sistema di riscaldamento con termosifoni in alluminio, bagni con vasca e doccia, innovazioni assolutamente all’avanguardia per quei tempi. Nella visita si è accompagnati dai volontari del FAI, generosi di tempo e informazioni: prevedete almeno un paio di ore per godere delle stanze ma anche delle collezioni di opere d’arte che mano a mano si sono aggiunte, dal Canaletto a Picasso.

E attenzione: fino al 12 ottobre la tessera FAI viene proposta con lo sconto a 10 euro in meno e permette di visitare gratuitamente ben 700 monumenti e ville nelle giornate FAI il 11 e 12 ottobre.

Informazioni:

La Villa è aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00, con ultimo ingresso alle ore 17:00

Biglietti: €15 per la tariffa intera, con riduzioni disponibili per giovani (6-18 anni), studenti (fino a 25 anni) e visitatori con disabilità. I bambini fino a 5 anni e gli iscritti al FAI hanno l’ingresso gratuito, mentre è disponibile un biglietto famiglia. 


Per informazioni:

Tel. 02 76340121
Mail fainecchi@fondoambiente.it

 Attenzione! Fino al 12 ottobre la Villa ospita una interessante mostra dedicata a Ghitta Carell (1899-1972), fotografa ritrattista che nell’Italia tra le due guerre fu la più celebre e richiesta da ricchi e nobili famiglie, potenti e politici.