Io adoro i carciofi e li mangerei a pranzo a cena e anche a colazione. Mio padre li preparava alla giudea, interi, ed era davvero piuttosto laborioso; ma erano buonissimi! Così ho cercato di creare una ricetta un filino più semplice da realizzare che, però, avesse lo stesso gusto per sempre inciso nella mia memoria (si sa, c’è chi, come Proust ha le madeleine, i famosi dolci a forma di barchetta, e chi gli amari carciofi…). Il trucco perché la ricetta sia più furba è semplice: basta tagliarli a metà. Certo, vanno comunque puliti delle foglie scure, messi a bagno in acqua e limone, ma il tempo di cottura è decisamente inferiore: il gusto è lo stesso e se uno li vuole solo assaggiare, cosa di cui dubito, non ne spreca uno intero. Ed eccoci qua:
Ingredienti: 6 carciofi, 6 bei cucchiai di olio evo, due cucchiaiate di pangrattato, 6 cucchiaiate di grana grattugiato, 2 spicchi d’aglio (questo ahimè, fondamentale), il succo di un limone, prezzemolo.
Esecuzione: i carciofi vanno puliti, vanno tagliate le punte tenendo solo la parte più morbida delle foglie, poi tagliati a metà e puliti della eventuale barba chiusa all’interno infine buttati in acqua e limone. Intanto si prepara un mix di grana grattugiato, pangrattato, aglio tritato finemente e i due cucchiai di olio. Si posizionano i carciofi in una padella che li contenga di preciso aggiungendo l’olio rimasto, acqua e succo di limone fino a quasi coprirli e si fanno cuocere per 15 minuti appoggiandoli dalla parte dell’interno (insomma, con il sedere in su). Poi si girano, si fanno cuocere altri dieci minuti, sempre scoperti; ovviamente se l’acqua evapora del tutto ne va aggiunta un po’ calda: meglio fare attenzione perché i carciofi attaccano in fretta se asciugano troppo. A questo punto vanno riempiti con il trito di grana, pangrattato e aglio schiacciandolo bene in modo che finisca anche fra le foglie e vanno lasciati sul fuoco per altri dieci minuti, questa volta coperti, fino a che si è tutto amalgamato. Se volete un piatto che faccia pranzo basta unire al trito un uovo intero, ma la modalità di cottura resta la stessa. Se ne volete una versione più golosa alla fine, prima di togliere la pentola dal fuoco sovrapponete a ciascun carciofo una fetta sottile di fontina o toma (confesso che anche le sottomette vanno benissimo) e lasciate sul fuoco sino a che si è sciolta. C’è chi mette anche il prezzemolo nel trito ma secondo me ci può stare ma non è necessario. Buon appetito! Altre ricette da copiare qui:
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