Bella ciao ciao ciao… che bella la storia della canzone!

I numeri giocano a volte buffi scherzi: la prima pubblicazione della canzone Bella ciao è del 1954, l’anno in cui siamo nate io e la televisione (in Italia). Le parole e la musica di quello che da inno dei partigiani è diventato l’inno dei ribelli in tutto il mondo, erano stati inseriti in “81 canti della montagna”  curato dal maestro Antonio Cornoldi. E poiché tutto si tiene, molte delle foto pubblicate nel super interessante libro di Cesare Bermani Bella ciao, storia e fortuna di una canzone (Interlinea) provengono dall’Archivio Bermani di Orta San Giulio, proprio l’isola che vedo dalla mia finestra mentre scrivo.

Strana storia e strana fortuna quella di questo brano, che nemmeno uno sceneggiatore fantasioso avrebbe potuto immaginare. Da inno della resistenza, immancabile colonna sonora del 25 aprile, ispirato da un canto delle mondine nelle risaie, fino al successo planetario grazie a una serie tv spagnola, La casa di carta, incentrata su un gruppo di rapinatori chiusi in una banca. Le prime tracce del testo di Bella Ciao si trovano comunque attorno al 1944: la canzone che rimanda a quella della mondina decisa a morire dopo aver scoperto che il suo amore la tradisce con un’altra, con cui condivide il saluto Bella ciao, viene ritmata con il battere le mani dai partigiani della brigata Maiella, in Abruzzo.

Ed è divertente pensare che il saluto del canto d’amore delle mondine tradite diventi parte di un inno che gira per il mondo a una velocità sempre più vertiginosa e negli ambienti più disparati: nei primi anni cinquanta viene eseguita da Budapest a Berlino, a Nizza; durante un incontro con la delegazione vietnamita nel 1966, Enrico Berlinguer dona a Ho Chi Minh il disco con le canzoni dello spettacolo Bella ciao; tradotta in spagnolo diventa una delle colonne sonore della rivoluzione cubana; risuona al G8 di Genova nel 2001 e nel 2011 durante le rivolte arabe a Istambul per essere rilanciata nel 2017 da ladri rivoluzionari di La casa di carta, infine cantata in almeno quaranta lingue diverse. Altri consigli di lettura qui:

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